Un micro-spogliatoio per 56 infermiere

In una stanza decine di armadietti, un wc, docce chiuse, niente erogatori di sapone né carta. Ma c’è il nuovo ascensore
LANCIANO. Cinquantasei armadietti rotti per il cambiarsi i vestiti e stipati in pochi metri quadrati. Un solo wc, che funziona a singhiozzo, due lavandini, uno non funzionante. Non ci sono erogatori per il sapone né carta per asciugarsi. Le docce? Sono arrugginite e chiuse e siccome mancano gli spazi sono persino occupate dagli armadietti. Non ci sono finestre e nemmeno vie di fuga. Sono le condizioni dello spogliatoio centrale dell’ospedale Renzetti. Ogni giorno in questa stanza ricavata nei sotterranei della palazzina centrale si cambiano 56 donne: sono infermiere, operatrici sociosanitarie, ausiliarie del 118, di molti altri reparti del presidio e anche delle cooperative. Ma, dopo anni passate in un tugurio, alcune di loro hanno detto basta: «La Asl si attivi e trovi spazi adeguati».
«Definire quella stanza spogliatoio è difficile», dice Patrizia Bianchi, consigliere referente regionale del Nursing Up, sindacato degli infermieri, «è, invece, un tugurio, sovraffollato dove si cambiano infermiere di più reparti er ausiliare. Personale che non ha docce, usate per poggiarvi le scarpe o occupate da armadietti rotti, fatiscenti, insufficienti per dimensioni dove poter riporre comodamente la divisa pulita, i panni sporchi, quelli usati per arrivare in ospedale. Anzi lo spogliatoio, come del resto l’ospedale, non ha percorsi specifici, le sezioni sporco/pulito. Si entra e esce dalla stessa stanza, si fa lo stesso percorso per andare a lavorare e uscire».
Del resto basta pensare che nei sotterranei dell’ospedale Renzetti, un labirinto di corridoi che collegano vari reparti del presidio fatto a padiglioni passa di tutto: pazienti, cibo, biancheria e salme. Anche l’ascensore nella palazzina che comprende Pronto soccorso, Radiologia, Cardiologia, Chirurgia e sale operatorie, è unico e trasporta pazienti, utenti, vitto, coperte sporche e pulite.
«Ma sicurezza e igiene dove sono?», chiede Bianchi, «nello spogliatoio donne non ci sono vie di fuga e nemmeno abbastanza finestre. Non ci si può nemmeno lavare bene le mani visto che c’è un solo lavandino funzionante e per giunta troppo piccolo. Uno solo water, non c’è un bidet. Se questo è lo specchio della considerazione che ha l’azienda dei propri operatori...» Il sindacato chiede alla Asl di trovare nell’ospedale uno spogliatoio più adeguato. Gli uomini sono stati spostati tempo fa in un locale nella palazzina che ospita la cittadella del volontariato.
«Per quanto riguarda lo spogliatoio vedremo il da farsi», risponde il manager Asl, Pasquale Flacco, «mentre siamo in dirittura di arrivo per il nuovo ascensore costruito nella palazzina centrale del presidio che andrà ad aggiungersi a quello esistente. Siamo nella fase di pre-collaudo». Col nuovo ascensore si avranno percorsi differenziati per i pazienti e gli utenti esterni, per il cibo e il materiale sporco. Un piccolo passo in avanti.
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