Un morto e 12 feriti nello scontro fra auto

Schianto durante un sorpasso. La vittima è una donna, in ospedale anche una famiglia con 4 ragazzini su un pulmino
ARCHI. Si tinge di sangue il rientro dalla Pasquetta e ancora una volta scenario è la Fondovalle Sangro. In seguito a un incidente stradale che ha coinvolto tre autoveicoli in prossimità dell’uscita per Piane d’Archi, è morta Rita Senese, 56 anni, residente ad Agnone. Nello scontro sono rimasti feriti gravemente il marito, Carmelo Cocucci, 63 anni, e la loro figlia, Rosaria, 30 anni; tutti e tre viaggiavano a bordo di una Volvo condotta dall’uomo, Alla fine della carambola tra auto si contano dodici feriti.
LO SCHIANTO. È avvenuto intorno alle 17,15. Ancora una volta la Fondovalle 652 è teatro d’incidenti mortali. Secondo i primi accertamenti a causare lo schianto nel quale sono rimaste coinvolte le tre vetture tra cui un pulmino con a bordo alcuni ragazzini, sarebbero stati l’alta velocità e l’asfalto reso viscido dalla pioggia e in alcunitratti a pezzi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della caserma di Archi e della compagnia di Atessa, gli operatori del servizio di emergenza sanitaria 118, i vigili del fuoco di Casoli e l’elisoccorso che si è levato in volo dall’ospedale di Pescara. Un tratto della Statale 652 è stato provvisoriamente chiuso dall’Anas in entrambe le direzioni. Le operazioni di soccorso - oltre al decesso si sono registrato tre feriti gravi e otto meno gravi - sono state coordinate dal centro operativo del 118.
QUELL’AUTO SFIORATA. Secondo una prima e sommaria ricostruzione, la Volvo che procedeva in direzione di marcia mare-monti avrebbe “sfiorato” un’autovettura, quindi urtato violentemente, in successione, un’Audi Q5 condotta da N. C., 34 anni, nato a Castel Frentano e residente a Lanciano, e una monovolume, con bordo una famiglia tedesca: quattro adulti e quattro minori, che procedevano in direzione monti-mare. La Volvo, come una sorta di scheggia impazzita, ha poi finito la sua corsa contro il guardrail opposto: l’urto ha fatto schizzare il motore fuori dalla sua sede naturale e che è stato trovato a una trentina di metri.
I SOCCORSI. Gli operatori sanitari hanno cercato di rianimare la Senese, che è stata scaraventata fuori dall’abitacolo, ma i tentativi sono stati infruttuosi. La donna nell’urto ha subito l’amputazione di un braccio che fino a tarda sera non era stato ancora recuperato dai vigili del fuoco e dal personale del 118. Il conducente dell’Audi Q5 ha subito un trauma toracico: è stato trasportato nell’ospedale di Chieti in ambulanza; stesso trauma, anche se con una maggiore gravità, per il conducente della Volvo mentre per la figlia della coppia sospetta un trauma spinale. Padre e figlia sono stati estratti dalle lamiere contorte dell’abitacolo dai vigili del fuoco: entrambi sono stati trasportati nell’ospedale di Pescara con l’elisoccorso, atterrato sulla strada a poca distanza dall’incidente. La ragazza in serata è stata sottoposta a intervento chirurgico. La famiglia tedesca è stata ricoverata in osservazione presso l’ospedale di Lanciano: le condizioni di tutti sono sembrate buone.
LA TESTIMONIANZA. «Ho visto la Volvo che mi ha sfiorato e poi ho sentito dietro di me l’infermo», racconta ancora scosso il conducente, originario della Campania, della prima auto che ha incrociato sul suo percorso la Volvo. «E pensare», continua, «che qualche chilometro prima la Q5 e la monovolume, che ritornavano dalla gita di Pasquetta, si sono fermati per aiutarmi a riparare una ruota che è scoppiata a causa di una delle tante buche che ci sono su questa strada disastrata. Poi ci siamo salutati ma abbiamo proseguito il cammino tutti e tre vicini».
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