Un numero in difesa delle straniere

22 Febbraio 2020

Dal sodalizio Emily ecco un recapito per aiutare le donne vittime di violenza

VASTO . Yuma aveva paura del compagno, ma non sapeva cosa fare e a chi chiedere aiuto. Lo stesso Dana. Donne di nazionalità e lingue diverse che vivevano sulla loro pelle lo stesso problema: la violenza domestica. Decine i casi segnalati negli ultimi mesi.
L'associazione Emily ha deciso di tendere una mano alle donne straniere: «Uscire dal silenzio si può», dice Teresa Di Santo, presidente dell'associazione contro la violenza alle donne. A coordinare lo sportello è Any Florentina Gheorghe. L’associazione ha messo a disposizione delle vittime una linea telefonica con un unico numero di telefono 3391841962 per segnalare situazioni di violenza, discriminazione di ogni genere per le ragazze e donne di qualsiasi nazionalità. Le donne straniere di qualsiasi etnia saranno accompagnate in un percorso di rinascita e rivincita. «Perché», spiega Teresa Di Santo, «certi abusi non possono essere tollerati e sono un reato. Noi non giudichiamo chi chiama. Per noi ogni donna è una persona preziosa».
EmilyAbruzzo mantiene l'anonimato delle vittime perché è un loro diritto essere protette. «Diamo informazioni indipendentemente dal fatto che loro vogliano o meno darci i dati anagrafici. L'associazione supporta chi chiede aiuto rispettando i loro i tempi. Nessuna donna viene spinta a compiere azioni che non possono o non vogliono intraprendere. Chiediamo il consenso esplicito nel caso in cui la vittima desideri che il nostro team intervenga a suo nome, avvisando le istituzioni autorizzate, a seconda della situazione specifica in cui ti trova. Le donne vengono aiutate a identificare le forme di violenza a cui sono soggette (violenza fisica, psicologica, sessuale, violenza sociale, economica, spirituale) per trovare soluzioni ottimali per superare la situazione di crisi in cui si trovano. Chiunque conosca o abbia informazioni su una donna straniera vittima di violenza domestica, anziché giudicarla o criticare il suo comportamento, deve darle aiuto, ma non costringerla ad agire».
Emily ha messo a disposizione una linea di assistenza. Se occorre darà, a chi chiede aiuto, il supporto necessario per risolvere la situazione di violenza in cui si trova. L’associazione che promuove periodicamente anche incontri di sensibilizzazione sul tema del bullismo e del cyberbullismo nelle scuole del territorio, ha attivato una rete di collaborazione con l’Ufficio tutela minori e con le forze dell’ordine, grazie ai quali ha già preso in carico, seguito e risolto diverse e delicate problematiche.
©RIPRODUZIONE RISERVATA