Un nuovo anestesista al Renzetti
Lo specialista in quota a Lanciano dopo la chiusura delle sale operatorie di Atessa
LANCIANO. Da oggi l'unico anestesista rimasto in servizio al San Camillo di Atessa dopo la chiusura delle sale operatorie torna, per la maggior parte delle ore, al Renzetti di Lanciano.
Al San Camillo il medico sarà in servizio solo il martedì e il giovedì, giorni in cui saranno concentrate le attività ambulatoriali e gli esami in cui è necessaria la sua presenza. La decisione è stata presa per sopperire alla carenza di anestesisti del Renzetti, da cui comunque i medici venivano distaccati per essere mandati ad Atessa, e anche perchè l'attività ormai nel presidio sangrino è notevolmente diminuita.
Con l'anestesista presente il lunedì, mercoledì, venerdì e il sabato a Lanciano non si rischia di tagliare le sedute operatorie del mese di aprile che così saranno assicurate. La questione della carenza di medici rianimatori va avanti da quasi un anno tra promesse, tagli, pensionamenti e assunzioni. Ad oggi sono in servizio in 16 e non in 19 come promesso dalla direzione aziendale nel novembre scorso. Due anestesisti, uno a tempo determinato e uno a tempo indeterminato (e ora in maternità) sono arrivati il 1° febbraio ma non bastano. Dal 16 dicembre al Renzetti c'è la guardia attiva anestesiologica, grande passo in avanti per la sicurezza perchè si può operare anche di notte, in urgenza, ma di fatto scopre i turni di medici e infermieri durante il giorno.
Altri due medici dovrebbero arrivare a maggio (uno a tempo determinato e un altro preso dalle liste della mobilità), come annunciato dal direttore aziendale Pasquale Flacco,ma andranno a sostituire i due anestesisti che andranno in pensione e sono già fuori per smaltire le ferie arretrate. Alla fine quindi, è importante aver recuperato l'anestesista che andava ad Atessa, perché il numero complessivo dei medici resta invariato. La carenza di personale è comunque un problema del Renzetti, vissuto anche in altri reparti come Neurologia, che ha dovuto tagliare le visite ambulatoriali e passarle da tre a settimana a una, Pronto soccors e Chirurgia dove a breve andranno in pensione addirittura 4 medici. (t.d.r.)

