Un parco ecclesiale tra Celestino V e la Maiella sacra

9 Gennaio 2018

La diocesi di Chieti Vasto presenta domani “Terra Celeste” studio per valorizzare chiese, monumenti e luoghi di spirito

CHIETI. «Un valido apporto per lo studio e la progettualità di un Parco ecclesiale» nel territorio dell’arcidiocesi di Chieti-Vasto «per valorizzarne il patrimonio di fede, di cultura e di bellezza». Da questo assunto nasce il libro “Terra Celeste” che domani, alle 10,30, la curia presenta nel seminario regionale di via Nicoletto Vernia 1.
«Terra Celeste», spiega don Emiliano Straccini, direttore dell’Uffiocio diocesano per la pastorale del turismo, del tempo libero e pellegrinaggi, «ha visto coinvolti più soggetti e figure professionali con un unico intento: offrire un sussidio a mo’ di bussola per aiutare il viandante o il pellegrino a camminare alla scoperta del volto dell’altro, del territorio e, assai profondamente, del volto di Dio. La figura di riferimento», sottolinea don Emiliano, «è quella di Celestino V, che nella Maiella ha trovato i giusti luoghi per vivere e proporre cammini di ascesi. L’idea del parco permetterà l’incontro tra chi è in cammino e chi accoglie, tra singoli e comunità, mediante l’elaborazione di ipotesi progettuali mirate, come più volte ha affermato a proposito del turismo religioso Carlo Mazza, vescovo emerito di Fidenza e già direttore dell’ufficio nazionale Cei per la pastorale del turismo, tempo libero, sport e pellegrinaggi, a coinvolgere il viandante tanto “da renderlo protagonista di un’esperienza estetica-religiosa-culturale indimenticabile e da condurlo a una condivisione dei valori totali del territorio. I tratti salienti di questa pedagogia possono essere la conoscenza del dato monumentale, il silenzio contemplativo, offerta di ricettività adeguata, buona cucina, competenza delle persone coinvolte nei servizi, nell’organizzazione, nelle agenzie turistiche. Terra Celeste, con i ragazzi della Scuola di alta formazione di arte e teologia, unitamente ad esperti del territorio, ha cercato di tener presente questa “metodologia pedagogica”. Il Parco ecclesiale culturale è una grande sfida per crescere nella cura del proprio territorio e delle relazioni».
Per l’arcivescovo di Chieti Vasto, monsignor Bruno Forte, è tra due coordinate, «la bellezza dei luoghi e il bisogno del viaggiare» che «si iscrive il testo parchi ecclesiali culturali. L’idea che sta alla base del volume è di Giovanni Gazzaneo, presidente della Fondazione Crocevia e coordinatore di Luoghi dell’infinito. A questa idea hanno fatto seguito l’impegno di don Mario Lusek, direttore dell’ufficio nazionale della Cei per la pastorale del turismo, tempo libero e sport, e il desiderio di alcuni giovani, guidati dal professor Giorgio Agnisola, di valorizzare il nostro territorio affinché tanti possano fruire della sua bellezza. I giovani, iscritti alla Scuola di alta formazione di arte e teologia della Pontificia facoltà teologica dell’Italia Meridionale a Napoli, hanno visitato i luoghi prima conosciuti solo attraverso ricerche teoriche, dando vita a un laboratorio, verificando dal vivo ciò che era stato loro proposto e valutando in concreto la fattibilità dei percorsi ipotizzati. L’arcidiocesi a me affidata», continua Forte, «con i suoi oltre 16 secoli di storia, comprende nel suo territorio innumerevoli opere d’arte architettonica e non solo, dalle abbazie di San Giovanni in Venere e di Santa Maria Arabona, alla basilica monastica di San Liberatore a Maiella, alla cattedrale di San Giustino a Chieti, agli eremi celestiniani, per citare solo qualche esempio. Questo è uno dei motivi per cui il mio popolo mantiene una profonda sete spirituale: l’arte si offre come uno straordinario segno della bellezza di Dio».
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