Un patto per l’ospedale: «Deve restare in città»

La Lega vuole il nuovo presidio in località Pozzitello e dice no a soluzioni diverse Appello a gruppi politici e civici: «Uniamo le forze per far valere le nostre ragioni»
VASTO . L’ospedale deve sorgere a Vasto. No a progetti alternativi che rischiano di far perdere altro tempo. I consiglieri regionali Manuele Marcovecchio e Sabrina Bocchino e il segretario di Vasto della Lega, Arnaldo Tascione, propongono per questo un «patto per l’ospedale del Vastese» che coinvolga tutte le forze politiche, civiche e sociali. «In un momento cruciale e delicato per le sorti sanitarie dell’intero comprensorio», annotano Marcovecchio, Bocchino e Tascione, «occorre portare avanti una istanza unanime, chiara ed autorevolmente rappresentativa, affinché la Regione collegialmente ufficializzi con atti formali e inequivocabili la volontà di procedere alla realizzazione del nuovo ospedale secondo il percorso iniziato circa venti anni fa. L’allora amministrazione comunale di centrodestra, nel 1999, individuò ed acquistò i terreni di località “Pozzitello” al confine tra i Comuni di Vasto e San Salvo. La proprietà passò poi alla Asl. I terreni ci sono. È tutto pronto».
Sono d’accordo con loro il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, e anche Angela Pennetta insieme a tutti gli iscritti al movimento civico l’Arcobaleno. Il movimento civico tuttavia sollecita anche la ristrutturazione del San Pio. «Ricominciare altrove sarebbe assurdo. I cittadini sono esausti. Siamo pronti a tornare in piazza», avverte Pennetta. Certo è che dopo 20 anni di discussioni e commissariamenti della sanità regionale il territorio non può più permettersi di tergiversare. «Occorre andare dritti alla meta», insistono Bocchino, Marcovecchio e Tascione.
«Va fatto con convinzione in un’ottica di condivisione con tutte le forze politiche che credono che la localizzazione del nuovo ospedale a Pozzitello sia la soluzione più giusta, non per campanile, ma per una logica e meditata visione di un territorio che si proietta, tra l’altro, per natura e collocazione al confine tra due territori, quello abruzzese e quello molisano. In definitiva», conclude la Lega, «come già ribadito da alcuni sindaci del comprensorio, ragioni di politica sanitaria, logistica, infrastrutturali e legittime aspettative di un territorio sino ad oggi oltremodo penalizzato dal punto di vista della offerta sanitaria, non consentono di insistere su di una discussione che ci si augura non sia il tentativo di una volontà finalizzata a deviare da un percorso già ampiamente ponderato e condiviso. Sollecitiamo pertanto tutti gli attori politici locali a volersi unire nella più importante delle istanze del nostro territorio, in questa battaglia d’interesse collettivo sulla quale siamo pronti a spenderci con grande senso di responsabilità».

