Un patto tra otto cantine teatine: vino di qualità “made in Chieti”

Comune e Slow food insieme ai vignaioli per promuovere le produzioni biologiche legate al territorio L’obiettivo è mettere in evidenza il Montepulciano superiore della zona. Nuove adesioni in arrivo
CHIETI. Otto produttori di vino alleati, con la “benedizione” del Comune e di Slow food, per creare un marchio forte, che sia sinonimo di qualità e di territorio al tempo stesso. È stata tenuta a battesimo ieri al museo Barbella l’associazione “Vignaioli teatini”, alla quale aderiscono Tenuta i Fauri, Maligni, Fattoria teatina, Cantina Wilma, Zappacosta, Rabottini, Buzzarone e Pesolillo. «Ma ci sono anche altre realtà che hanno chiesto di aderire», sottolinea Luigi Di Camillo, enologo e vignaiolo dei Fauri, «si volevano porre le basi per creare un’associazione con vignaioli più legati all’artigianalità della produzione e alla sostenibilità. Siamo tutti in produzione biologica, in linea con la rivoluzione del disciplinare che tocca principalmente il montepulciano d’Abruzzo, prodotto per lo più in provincia di Chieti e che può e deve specificarsi meglio. I territori teatini, soprattutto nel montepulciano, rappresentano il picco della produzione regionale e per questo crediamo che vadano messi in evidenza e non dispersi nel calderone provinciale: Colline teatine e Teate determineranno il montepulciano superiore».
Al “taglio del nastro” presenti anche il sindaco Diego Ferrara e l’assessore all’Ambiente Chiara Zappalorto. «Sono lieto di essere parte di un progetto positivo per la città e la qualità di cui è portatore», dichiara Ferrara. «La presenza di questa nuova associazione», aggiunge Zappalorto, «si sposa con il progetto avviato da noi con Anci contro lo spreco alimentare e la valorizzazione territoriale che ci impegna proprio sul km zero, sul biologico e sulla sostenibilità, aggiunge valore alla nostra città e ha una proiezione sulla promozione del territorio molto forte».
Per Aldo Grifone di Slow Food Chieti «l’agricoltura artigianale necessita di lavoro e in questa associazione la manodopera sono i vignaioli stessi, proprietari delle cantine. Pur nella specificità e diversità di questo gruppo, si cercherà di lavorare insieme, in nome del territorio». «Questa associazione nasce da un gruppo di amici», chiude Piergiorgio Benai, portavoce dei vignaioli di Slow food, «è un momento epocale, le aziende si parlano e ce la metteranno tutta per centrare gli obiettivi previsti».
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