Un “pieno” d’acqua per tagliare i consumi

23 Gennaio 2016

La centralina per auto brevettata da un ingegnere di San Salvo promette miracoli anche sulle emissioni

SAN SALVO. Ha solo 28 anni e una passione smisurata per le auto. Una passione che ha portato Davide Patella, ingegnere sansalvese, a realizzare un progetto ecosostenibile e vantaggioso dal punto di vista economico. Stop all’inquinamento atmosferico e al gran consumo di combustibili fossili grazie ad un additivo e una centralina che funge da camera di scissione, che risolve due problemi in uno e a costi irrisori. Così una vettura con 50 litri di gasolio riesce a percorrere 1.800 chilometri. Il progetto si chiama K19. «Ho realizzato e sperimentato un sistema a cui lavoro da circa due anni, chiamato K19 e brevettato da me per alimentare qualsiasi mezzo a motore, di qualunque genere», spiega l’ingegnere, «questo sistema è gestito elettronicamente, interfacciandosi con la centralina stessa della vettura in modo da leggere e scrivere i parametri in tempo reale e autoadattarsi al percorso e allo stile di guida, ottimizzando il più possibile consumi ed emissione gas di scarico. Il muletto utilizzato per la sperimentazione è una Opel Astra 1.3 multijet, con cui ho già percorso 13mila chilometri senza nessun tipo di danno al motore, e con emissione di C02 pari a 0,02 rispetto all’1,20 dichiarato dalla casa costruttrice», afferma Patella. Il motore dell’auto collegato alla centralina del K19 è più pulito e consuma molto meno.

«Il mio sistema è innovativo perché utilizza bassi consumi di produzione: circa 1,5 ampere per produrre 100 litri di ossidrogeno/bioetanolo, ma non tramite la cella elettrolitica che attualmente si trova in commercio, ma attraverso una camera di scissione che io stesso ho progettato e costruito. Questo sistema permette alla vettura di percorrere a velocità media 38 chilometri con un litro di carburante, diesel o benzina. Con un pieno di 50 litri di gasolio e due di additivo tocchiamo i 1.800 chilometri di percorrenza», spiega l’ingegnere. Il K19 è anche sicuro e innocuo: nessun rischio di esplosione e incendi. «Se si prova a dare fuoco all’additivo si scopre che non è infiammabile perché la base è acqua. L’evoluzione», rimarca il ricercatore, «sta nel fatto che il mio sistema è in grado di filtrare e desalinizzare l’acqua». Già diverse le aziende automobilistiche interessate a sperimentare, ed eventualmente commercializzare in serie, il K19. (p.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA