Un rifugio alla donna picchiata dal marito

9 Luglio 2017

Zulli (DonnAttiva) replica alla Aiuto: venga a trovarci, vedrà come diamo sicurezza alle vittime della violenza

VASTO. Un luogo sicuro per lei e i figli. Felicia Zulli, responsabile del Centro antiviolenza DonnAttiva di Vasto, lo ha proposto all’ultima vittima di violenza familiare, una donna di cui aveva raccontato alla stampa il dramma, l’europarlamentare Daniela Aiuto lamentando la mancanza di una casa rifugio. «Peccato che la Aiuto non sa che a Vasto la rete antiviolenza c’è e ci sono anche i rifugi anche se si lavora in silenzio», dichiara l'assessore regionale Marinella Sclocco. «Le case rifugio sono regionali e le vittime vengono mandate lontano da chi le minaccia. La rete antiviolenza c’è per chi ci chiede aiuto. Siamo una squadra che fra mille difficoltà va avanti per difendere le donne», assicura l’assessore Sclocco.
All’ultima vittima vastese è stato proposto di scegliere fra un luogo segreto o la rete amicale. Insieme alla Sclocco anche Felicia Zulli replica all’eurodeputata Aiuto. «Gentilissima Aiuto anche a noi tutte del Centro antiviolenza DonnAttiva farebbe piacere una sua visita. Ci farebbe piacere poterle descrivere come lavoriamo, come opera il Centro in collaborazione con la Rete antiviolenza e come, nonostante non vi siano case di prima fuga nel nostro territorio, abbiamo sempre garantito un rifugio, anche in emergenza, a quante si sono rivolte a noi. Ci farebbe piacere che lei conoscesse i volti delle operatrici che ogni giorno si spendono per garantire sostegno, protezione e sicurezza a tutte le donne che si rivolgono al Centro e che formulano una richiesta di aiuto. Ci farebbe piacere che tastasse con mano la densità del loro lavoro per poter valutare in prima persona se sono o meno all’altezza del loro compito. Ci farebbe piacere che lei potesse constatare se c’è o meno “chi si gongola su questi temi in cambio di un posto di lavoro compiacente” ( sono sue parole). Ci farebbe piacere che lei, che riveste un ruolo politico importante, si impegnasse in prima persona per costruire le condizioni perché sia attivato al più presto una Casa di prima fuga nella città di Vasto o nel comprensorio Vastese. Tutti i Centri antiviolenza, anche il nostro, stanno collaborando con la Regione perché questo sia possibile al più presto. L’informazione da lei trasmessa alla stampa, svilisce il nostro lavoro, il lavoro di tutti i Centri antiviolenza e insinua nelle donne il dubbio che sia inutile rivolgersi ai Centri». (p.c.)
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