«Un rondò per l’incrocio killer»

Teatro di troppi incidenti gli abitanti reclamano interventi immediati per scongiurare altre tragedie
ORTONA. «La situazione è diventata insopportabile, da troppi anni assistiamo ad un totale disinteresse da parte delle istituzioni competenti, a scapito e sulla pelle di noi semplici cittadini». A parlare è Roberto Di Maio, un ortonese che risiede in prossimità dell'incrocio San Pietro, tristemente noto per l'alta frequenza di incidenti. Siamo ad Ortona, tra la strada provinciale di Contrada San Pietro e la Statale 16 Adriatica. I cittadini chiedono da anni un intervento che permetta di sistemare l'intersezione, ma i loro appelli finora sono risultati vani. E non si arrestano gli incidenti, l'ultimo dei quali si è verificato meno di una settimana fa, quando due Fiat Panda si sono scontrate e una si è cappottata. Fortunatamente non ci sono state gravi conseguenze per le persone a bordo, ma la pericolosità del tratto è evidente. «Ormai gli incidenti sono diventati un'abitudine», ammette Di Maio, «in quest'ultimo anno credo che se ne possano contare una ventina». Sul ciglio della strada ci sono dei fiori, in quel punto anni addietro è morto un centauro: «Attraversava la Statale con la sua moto e si è scontrato con un'auto che arrivava dalla strada provinciale» aggiunge Di Maio. La più classica delle dinamiche che si verificano in quell'incrocio. Di certo non aiutano a prevenire pericoli, la segnaletica orizzontale poco evidente e le auto che viaggiano a velocità sostenuta. Nonostante i limiti segnalati sia sulla provinciale che sull'arteria statale, dove in pochi chilometri, dal Lido Riccio al famigerato incrocio abbiamo contato sette cartelli che indicano il limite di cinquanta chilometri orari. Un altro dettaglio che colpisce riguarda il segnale dello stop sul punto in cui i veicoli si fermano provenendo dalla provinciale: si regge appena, non è fissato a terra e basta veramente poco per farlo cadere. «L'incrocio va sistemato», commenta Di Maio, «anche perchè quotidianamente passano da queste parti 40-50 cisterne data la vicinanza del deposito Eni». Dopo l'incidente che si è verificato giorni fa l'assessore comunale ai Lavori pubblici, Domenico De Iure, e il segretario del Pd Alessandro Scarlatto si sono attivati per sollecitare attraverso le vie ufficiali l'Anas, affinché utilizzi il ribasso d’asta dell’intervento già previsto e finanziato per ricostruire il ponte sulla statale, per opere sulla SS16. L'ipotesi più plausibile è la realizzazione di una rotonda capace di far confluire meglio il traffico senza che si creino particolari pericoli. È una soluzione che i cittadini invocano da anni, ma al momento non sono stati ascoltati.
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