Un secondo Gomez alla chiesa dello Scalo? Nessun emulo, è lui

Il 22enne in azione il 3 agosto, prima dell’ultimo arresto La Digos lo ha denunciato per evasione e danneggiamento
CHIETI. È Mattia Galliani, il 22enne noto come Gomez, l’autore dell’ultima scritta comparsa sui muri della chiesa Santissimo Crocifisso, nel piazzale Marconi, a Chieti Scalo. A scoprire le frasi contro lo Stato, le forze dell’ordine e la Chiesa è stato “Il Centro”, poco prima di ferragosto, che ha fotografato e pubblicato le “dediche” lasciate sul luogo di culto, aprendo una serie di interrogativi sull’autore, considerato che Gomez è stato arrestato e condotto in carcere tra il 3 e il 4 agosto dopo una lite in via Amiterno. Si pensava, quindi, che non potesse essere lui il responsabile dell’ultimo assalto alla chiesa del Santissimo Crocifisso, non avendo la possibilità di raggiungere la struttura perché rinchiuso nella casa circondariale. E si era anche ipotizzato che fosse entrata in azione una seconda persona, che peraltro ha usato la stessa firma di Galliani, “Gomez”.
È stato il personale della Digos della questura di Chieti a scoprire che ad agire è stato proprio Galliani, il 3 agosto, quindi prima dell’arresto, ma nessuno ha notato le scritte fino al 13 agosto, quando “Il Centro” ha pubblicato la foto relativa all’ultimo assalto messo a segno negli spazi della chiesa.
È stato allora, nei giorni precedenti al ferragosto, che hanno preso il via gli accertamenti e la polizia è risalita a Gomez, denunciandolo all’autorità giudiziaria. Il giovane deve rispondere di danneggiamento aggravato e evasione. Stando alla ricostruzione della Digos, il 3 agosto, nonostante fosse sottoposto agli arresti domiciliari, Galliani è uscito di casa, ha raggiunto il luogo di culto e ha buttato giù una serie di scritte usando un pennarello nero. Il primo pensiero riguardava la crisi, che sarebbe solo «inventata», «oggi più di ieri». La seconda frase afferma l’odio nei confronti di «polizia, caramba, politica, Vaticano e finanza». Poi c’è un’accusa diretta allo Stato, che «succhia», e poi, sempre a proposito della crisi, la tesi di Gomez è che questa fase difficile è stata «inventata dai politici».
Nelle ore successive a questo raid il 22enne di Chieti Scalo si è messo di nuovo nei guai. Nella notte tra il 3 e il 4 agosto i cittadini hanno segnalato alla polizia una discussione accesa in via Amiterno e, all’arrivo della pattuglia, Galliani se l’è presa con gli agenti, dopodiché è stato condotto in questura e arrestato ed è finito in carcere. Sapendolo nella casa circondariale si pensava che le sue imprese fossero terminate, o per lo meno sospese. E invece pochi giorni fa è spuntata la scritta sulla chiesa ed è bastato poco alla Digos per capire che si trattava dell’ultimo attacco di Gomez prima di finire in carcere.
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