Un vertice dei sindaci per fermare lo stoccaggio del gas

13 Luglio 2014

L’incontro di domani promosso dal primo cittadino di Fara Giammarino: siamo accomunati dallo stesso rischio sismico

SAN MARTINO SULLA MARRUCINA. Un vertice di sindaci con il presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio per sbarrare la strada alla nuova centrale ex Snam-Eni in versione Gas Plus, la srl milanese che l'ha acquisita dal colosso pubblico degli idrocarburi per farne un megacentro di stoccaggio ad alta pressione con lo scavo di due nuovi pozzi. A convocare presidente e sindaci di Casacanditella, Vacri, Filetto e Fara Filiorum Petri è il sindaco Luciano Giammarino (nella foto).

L'appuntamento è domani in municipio alle 16,30, una riunione che segue di qualche giorno la pubblicazione del decreto del ministero dell'Ambiente 165 del 19 giugno scorso con il quale si autorizza la Gas Plus a procedere con l'ampliamento della centrale di Colle di Paolo, alla sola condizione di non superare nelle attività di reimmissione del gas nella rete magnitudo 3.0 sulla scala Richter. «Siamo sconcertati», commenta Giammarino, «e non certo perché vogliamo opporre ragioni di principio all'insediamento della Gas Plus, ma in quanto è fin troppo noto che il territorio di San Martino presenta già criticità come la vicina frana di Colle Grande, distante poche centinaia di metri da Colle di Paolo. Si tratta», ricorda il sindaco, «di un sommovimento che ha distrutto 13 abitazioni e relative infrastrutture progressivamente in direzione del centro storico, che ora è separato dal fronte della frana soltanto dalla strada provinciale».

Ai colleghi Giuseppe D'Angelo, Piergiuseppe Mammarella, Sandro Di Tullio e Camillo D'Onofrio, a capo degli altri 4 Comuni citati nel decreto, Giammarino chiederà di fare quadrato non certo in nome di una simbolica solidarietà. «I pozzi, quelli esistenti e i nuovi che la srl vuole perforare», spiega, «si estendono nel sottosuolo per svariati chilometri e toccano appunto questi Comuni. Siamo accomunati da rischi», prosegue, «che già la commissione regionale della Via (Valutazione impatto ambientale) e la stessa Regione hanno ritenuto di evitare negando il parere favorevole al progetto, mentre la Provincia ne ha già dichiarato l'incompatibilità con il Ptcp, il Piano territoriale di ccordinamento provinciale che tutela ambiente e paesaggio».

La centrale ex Snam riconfigurata funzionerebbe da rigassificatore naturale, con alte pressioni di esercizio che espongono le condutture a incidenti come quello del 2005, quando la frana stritolò la condotta causando la fuoriuscita di gas.

Francesco Blasi

©RIPRODUZIONE RISERVATA