Una bretella per la Val di Sangro, rispunta il progetto ferroviario

«Nove chilometri in nove minuti»: torna in auge il vecchio piano nato nel 1986 e rimasto incompiuto Il comitato “Un treno per la valle”: «Può rientrare fra gli investimenti per la Zona economica speciale»
LANCIANO. Nove chilometri in nove minuti per raggiungere la Val di Sangro. Non doveva fermarsi a Lanciano il nuovo tracciato nato dall’arretramento della ferrovia dal mare, ma continuare verso Atessa e il suo polo produttivo. Era questo il progetto della Ferrovia Adriatico Sangritana, datato 1986, che avrebbe fatto della nuova stazione di via Bergamo uno snodo centrale verso la costa e verso le aree interne. Ma, dopo la realizzazione della tratta San Vito marina-Lanciano, il secondo lotto è rimasto incompiuto, ufficialmente per mancanza di fondi.
Con il passare degli anni è finito in fondo ai cassetti, nel dimenticatoio. A ricordarlo c’è solo l’inizio di una galleria, incompiuta anch’essa, nello scalo di via Bergamo, oggi utilizzata come rimessa per i treni della Tua. A distanza di 37 anni il collegamento tra Lanciano e la Val di Sangro sembra non essere più nei piani industriali della società unica abruzzese di trasporto (che ha inglobato la Fas e il cui socio unico è la Regione), che invece si è impegnata a dare una spinta al completamento della linea ferroviaria tra Fossacesia e Castel di Sangro, anche grazie all’impulso del neonato comitato “Sangro Express-Un treno per la valle”, cui hanno aderito molti sindaci.
È proprio in questo contesto che torna in auge il progetto originario, di cui era pronto l’esecutivo – la bretella era stata prevista per lunghi tratti in galleria – e che era stato inserito nei rispettivi piani regolatori di Lanciano e Mozzagrogna. È facile immaginare i benefici di questo collegamento per quanto riguarda la mobilità e la sicurezza dei lavoratori, migliaia, che si muovono dall’area frentana per andare a lavorare nelle aziende della Val di Sangro.
«Lanciano è il polo urbano di riferimento di tutto il Sangro Aventino, nonché della più grande area industriale d’Abruzzo», afferma Gianni Bellisario, uno dei fondatori del comitato “Sangro Express-Un treno per la valle” e sindaco di Perano, che caldeggia la realizzazione della bretella Lanciano-Val di Sangro, «e necessita di una visione strategica anche della mobilità ferroviaria di passeggeri e merci come previsto dal Pnrr. Collegare Lanciano alla Val di Sangro, insieme al primo tratto già realizzato da Marina di San Vito, significa creare uno snodo ferroviario centrale per potenziare il ruolo di cerniera tra il polo industriale Val di Sangro e l’area metropolitana di Pescara, i due poli d’attrazione più importanti in ambito regionale, con l’immissione diretta della bretella sulla dorsale Adriatico-Appennino (Fossacesia-Castel di Sangro, ndc) con sbocco a Napoli». L’agognata ferrovia “dei due mari”. «Tutte le aree interne servite da questo circuito ferroviario virtuoso», continua Bellisario, «hanno bisogno di arginare lo spopolamento con benefici in termini di sicurezza, di sostenibilità ambientale, economica e di tempi di percorrenza. Lungo il tracciato per la Val di Sangro, inoltre, si potrebbe facilmente individuare un’area idonea per la realizzazione del nuovo ospedale territoriale con una fermata ferroviaria dedicata».
Discorso a parte quello del nuovo ospedale, sulla cui delocalizzazione centrodestra e centrosinistra in città hanno idee opposte. È inerzia politica quella che continua a bloccare la realizzazione della tratta Lanciano-Val di Sangro? «Quale migliore occasione per Lanciano di utilizzare la filiera con la Regione e il Governo?», nota Bellisario, «senza contare che la bretella ferroviaria rientra appieno negli investimenti dell’ambito Zes. Ne parleremo quanto prima anche con il commissario Mauro Miccio».
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