Una festa per il ritorno del Cristo degli abissi
Sarà tutelata la statua rubata dai fondali di Rocca San Giovanni e trovata a San Vito Verrà inserita tra i beni artistici, il 10 luglio cerimonia con i sub dei carabinieri
ROCCA SAN GIOVANNI. Sarà catalogato come bene di interesse storico-artistico il Cristo degli abissi di Vallevò rubato circa un mese fa e ritrovato domenica mattina dal sub lancianese Luigi Morgione tra gli scogli del mare di San Vito, nei pressi dello stabilimento Esperia. L’opera in bronzo è attualmente ancora in custodia dai carabinieri della compagnia di Ortona che si stanno occupando della catalogazione. In questo modo la statua in bronzo, simbolo della marineria di Vallevò e di tutta la Costa dei trabocchi, acquisterà un pregio e un valore maggiori e, dunque, anche maggiori tutele. Con il sindaco di Rocca San Giovanni, Gianni Di Rito, si sta già studiando un modo diverso di ancorare il Cristo sul basamento e renderlo possibilmente più protetto da furti e atti vandalici. L’opera sarà restituita al mare e alla comunità di Vallevò e Rocca San Giovanni martedì 10 luglio con una cerimonia, con i subacquei dei carabinieri, i cui dettagli sono ancora al vaglio dell’amministrazione comunale. Si pensa, tra le altre cose, anche a come insignire della cittadinanza onoraria del piccolo comune costiero, il sub che ha effettuato il ritrovamento, salutato dalla costa all’entroterra come un felicissimo evento. Grande è difatti l’attaccamento al manufatto in bronzo del compianto artista e scultore lancianese Vito Pancella. Una devozione che, oltre alla fede e al significato religioso dell’opera, è anche il segno di accoglienza di un territorio che deve tutto al mare, agli scambi economici, sociali e culturali e alla pesca, risorsa primaria delle popolazioni che, dall’entroterra, hanno abitato la Costa dei trabocchi. Le stesse ingegnose macchine da pesca sono il risultato della felice intuizione di far convivere terra e mare, pesce e ortaggi, marinai e contadini.
Il Cristo degli abissi fu commissionato all’artista nel 1994 in segno di protezione dei pescatori e degli operatori del mare dall’associazione Orsa Minore Sub di Lanciano che si propose come ente capofila di un prestigioso e complesso progetto di posa in opera subacquea. L’idea fu subito sposata e finanziata da altri enti: l’associazione Scoglio del Gabbiano, l’amministrazione comunale, il Rotary club e il Panathlon club di Lanciano. La statua, scolpita nel bronzo vivo, è alta 73 centimetri e pesa 15 chili. Il furto delle scorse settimane aveva scatenato un’immediata e corale reazione di sdegno. L’ipotesi di queste ore maturata a seguito del ritrovamento è che si sia trattato di un furto finito male. È impossibile infatti che la statua si sia staccata da sola dal basamento e che la corrente la trascinasse a nord e non a sud come avverrebbe naturalmente.

