Una laurea per la studentessa morta

Attestato alla memoria di una 21enne deceduta in uno schianto contro un albero: «I suoi studi hanno un valore morale»
CHIETI. Ieri avrebbe compiuto 22 anni. E, per coincidenza, proprio ieri è arrivata la decisione: Veronica Varvara, studentessa della facoltà di Psicologia dell’università d’Annunzio morta il 2 aprile scorso per un incidente stradale, coronerà il sogno di laurearsi. Il Senato accademico ha accolto la proposta di conferire un attestato alla memoria della studentessa: un documento ufficiale, a firma del rettore Sergio Caputi, per attestare «la validità degli studi da lei compiuti nel corso di laurea che ha brillantemente frequentato» e «il valore morale dell’aspirazione della giovane a completare il percorso». Un riconoscimento per l’impegno profuso nello studio che sarà affidato alla famiglia. Per il rettore, la decisione di conferire la laurea a Veronica è un abbraccio simbolico a tutti gli universitari: «Testimonia al più alto livello la vicinanza di tutto l’ateneo verso i propri studenti», recita una nota della d’Annunzio.
La tragedia della studentessa pugliese morta nel giorno di Pasquetta, sulla strada del ritorno da una gita fuori porta, aveva colpito la comunità della d’Annunzio, a partire dagli amici della lista 360 gradi fino ai docenti. Un lutto che, il Senato accademico, non ha dimenticato sulla scorta di un sentimento di commozione generale che aveva unito gli amici studenti e i suoi docenti. È stato Luca Tommasi, direttore del dipartimento di Scienze psicologiche della salute e del territorio, a portare in aula la proposta dell’attestato alla memoria dopo aver raccolto «le testimonianze di apprezzamento» da parte dei docenti: Veronica era una studentessa modello e con le sue forze sarebbe riuscita a conquistare il traguardo della laurea. Purtroppo, uno schianto contro un albero ha distrutto il suo progetto di vita. Ma, ora, il Senato accademico ha affermato che i sacrifici di Veronica hanno un «valore morale» e, per questo, non possono essere ignorati.
Veronica era di Gravina di Puglia: come tanti ragazzi pugliesi aveva scelto l’università d’Annunzio per il suo percorso di studi universitari. Sognava di diventare psicologa e aiutare le persone a sconfiggere i disagi della mente. Nel campus di via dei Vestini la conoscevano in tanti. Il Lunedì di Pasqua, Veronica aveva trascorso una giornata divertente con gli amici, poi, verso sera, mentre stava tornando a casa percorrendo la strada provinciale La Tarantina, l’incidente: uno schianto contro un albero, nel territorio comunale di Altamura. In un tratto rettilineo, la Panda con i 5 giovani a bordo, tutti tra 18 e 23 anni, era finita fuori strada centrando l’albero: nessuno scampo per Veronica, mentre gli amici avevano riportato ferite non gravi.

