Una madre protesta: «Sono qui da due ore davanti ho 15 persone»

5 Gennaio 2017

Nel distretto sanitario spuntano i biglietti fai-da-te Scritti a penna su pezzetti di carta, ma il caos rimane

LANCIANO. In fila per ore per fare il vaccino contro la meningite. Ressa nel distretto sanitario di via Don Minzoni a Lanciano. Da lunedì 2 gennaio è iniziata la corsa ai vaccini contro la meningite che ha portato ad un afflusso anomalo di utenti nel centro. Una settantina ieri, oltre 108 martedì e un altro centinaio lunedì. Numeri da capogiro mai registrati prima. Tanto che, parlare di corsa, e di psicosi è appropriato. «Anche se», precisano dal centro vaccinale, «tra queste persone ci sono anche i neonati - pochi - a cui abbiamo somministrato i vaccini obbligatori».

Anzi, la corsa al vaccino contro la meningite ha finito proprio col rallentare e intralciare lo svolgimento della regolare e programmata attività legata al calendario vaccinale dei più piccoli.

LA RESSA. La mancata diversificazione tra la fila per i neonati e quella per il vaccino contro la meningite ha portato ieri le persone ad accalcarsi nel distretto. Nel piccolo locale del centro vaccinale mamme, bimbi piccoli in lacrime, altri più grandi erano ammassati fuori dalla porta dell’ambulatorio per evitare di perdere la fila.

«Sono venuta alle 8.30» racconta una mamma «per vaccinare mia figlia contro il meningococco C. Sono trascorse più di due ore e ho ancora una quindicina di persone davanti». «Ho il numero 37» fa eco una donna «anche io sono arrivata all’apertura dopo che ieri non ero riuscita ad entrare per fare il vaccino contro la meningite». Ma il dottor Leopoldo Ricci, medico del centro vaccinale aiutato da due infermiere, invita a a non accalcarsi: c’è spazio per tutti.

LE PROTESTE. «Ho questo numero e non si rispetta la fila» dice Miriam C. mostrando un numero scritto a penna su un foglietto strappato. «Ci siamo organizzati noi visto che qui è il caos. Una mamma ha preso un foglio e ha strappato dei numeri per un fila che non regge». «Ma quali numeri» protesta un papà di un bimbo di 4 mesi «qui si deve fare una distinzione tra i neonati che devono fare i primi vaccini obbligatori, tra l’altro prenotati, e gli altri». Alle 11.15 il medico mette ordine: con calma dice di lasciar passare i neonati. Si inizia a respirare.

LE RASSICURAZIONI. «Le dosi ci sono per tutti», dice il dottor Ricci. Martedì per accontentare tutti gli utenti non c’è stata pausa pranzo, saltata anche ieri, e l’ufficio, che chiude alle 16, è rimasto aperto fino alle 18.30. «Non ci aspettavamo così tanta gente», continua Ricci, «abbiamo anche finito le dosi di vaccino, prontamente riportate questa mattina (ieri per chi legge, ndc). Bisogna stare calmi, non c’è alcuna epidemia».

Ma, gli ultimi casi di meningite registrati in Italia, e diffusi dai media, hanno portato ad una corsa ai vaccini senza precedenti. E il centro vaccinale di Lanciano serve una popolazione vasta perché comprende anche altri Comuni (Castel Frentano, Treglio, Fossacesia, Santa Maria Imbaro, Mozzagrogna, Frisa, Rocca San Giovanni e San Vito) e accoglie in questo periodo anche molti studenti tornati dall’Università per le feste e pronti a vaccinarsi prima di ripartire.

MEGLIO PRENOTARE. Ieri, nonostante i tanti vaccini fatti, e l’orario di lavoro sforato, il medico era ancora a dare spiegazioni a quelle persone che chiedevano informazioni sui vaccini, i tipi, ad esempio contro il meningococco di sierogruppo C (gratis per i nati dal 2011 e gli adolescenti da 11 a 18 anni e 16.50 euro per gli altri) quello coniugato tetravalente per i sierogruppi A,C,W,Y, quello contro il meningococco di tipo B (dal costo di 81.30 euro). Ma è consigliabile prenotare il vaccino, per evitare una calca inutile, dopo il 16 gennaio.