Una mostra ricorda l’artista ucciso a Roma

10 Luglio 2019

Paglieta. Da venerdì a domenica l’esposizione di opere di Umberto Ranieri, morto a marzo a 53 anni

PAGLIETA. A quasi quattro mesi dalla sua scomparsa, Paglieta rende omaggio all’artista e all’uomo Umberto Ranieri. Sarà inaugurata venerdì, nella sala polivalente di via Pertini, un’esposizione di opere realizzate dall’artista 53enne, brutalmente ucciso lo scorso marzo in un parco di Roma. “Mostra antologica di un artista oltre il suo tempo” è il titolo dell’iniziativa voluta dall’amministrazione comunale di Paglieta, paese d’origine di Ranieri, in collaborazione con il Museo delle tradizioni popolari “Nelli-Polsoni”. «È un omaggio e un riconoscimento a una persona che è stata sempre amata dai paglietani», dice il sindaco Ernesto Graziani, coetaneo di Ranieri, «ci conoscevamo da sempre, ci siamo frequentati nell’adolescenza e nella giovinezza, prima di prendere strade diverse negli studi. Ma siamo rimasti amici. Aveva uno spiccato senso artistico, una grande sensibilità verso il bello e verso l’arte. Questo era Umberto, una persona dalle grandi qualità».
Dal 12 al 14 una trentina delle opere d’arte che Umberto Ranieri, in arte Nniet Brovdi, custodiva nella sua casa romana, sarà visibile al pubblico. Ci saranno anche due quadri realizzati dall’artista per la chiesa dell’Iconicella, a Lanciano. All’inaugurazione, venerdì alle 18, parteciperà anche la famiglia di Ranieri. Interverranno poi il vicesindaco Antonio Demattia, ex compagno di scuola di Umberto, la presidente del Museo Nelli-Polsoni, Esmeralda Pagano, e il professore Nicola Ranieri che illustrerà l’opera dell’artista. «La nostra intenzione come amministrazione comunale», spiega il sindaco Graziani, «è quella di organizzare, annualmente, una competizione di idee di tipo culturale-artistico, con un premio, dedicata alla memoria di Ranieri. Ma di lui vogliamo mettere in risalto anche l’alto senso civico: è stato ucciso per avere rimproverato dei ragazzi che stavano sporcando un bene pubblico. Non ha girato la testa dall’altra parte: il suo è un esempio da ricordare».
A fine giugno per il suo omicidio è stato fermato un 18enne tunisino, Jelassi Mohamed Aziz, incastrato dai filmati delle telecamere e dall’analisi di registrazioni, telefonate e profili social. Il ragazzo, accusato di essere l’autore del pugno, è in carcere, indagato per omicidio preterintenzionale. «Nessuno è animato da spirito di vendetta», commenta Graziani, «sentimento che non era nell’indole e nel carattere di Umberto. Auspichiamo, invece, che la giustizia faccia il suo corso e che il responsabile, se riconosciuto come tale, venga condannato».
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