«Una sala della cultura sarà dedicata a Ciarma»

L’impegno del comitato per il rilancio di Chieti: ha fatto tanto, non la dimenticheremo Folla ai funerali dell’ex direttrice dell’Archivio di Stato morta in un incidente d’auto
CHIETI. Una sala della cultura a Chieti sarà dedicata a Miria Ciarma, l’ex direttrice dell’Archivio di Stato morta all’età di 67 anni a causa di un incidente stradale accaduto sabato scorso nell’Aquilano. È questo l’impegno che ieri, nel giorno dei funerali nella chiesa del Santissimo Crocifisso, ha preso il comitato cittadino Per la salvaguardia e il rilancio di Chieti. Ciarma avrebbe voluto una nuova sede per l’Archivio di Stato e trasformarlo così in un luogo di scambio culturale in cui tramandare il sapere: ha visto soltanto i primi progetti su carta. «Una di quelle nuove sale ne ricorderà per sempre la figura e l’opera», ha promesso Giampiero Perrotti, presidente del comitato.
Nella chiesa gremita, la città ha dato il suo addio a una donna che ha fatto della cultura ha una ragione di vita: laureata in Filosofia e diplomata in Archivistica, dal 1978 Ciarma ha scalato tutte le posizioni fino a diventare responsabile dell’Archivio di Stato. Conosceva quei 13 chilometri di scaffali come pochi altri. Un percorso che ha sempre puntato alla ricerca continua: è stata docente di Archivistica e Archivistica pure nella facoltà di Lettere e Filosofia dell’università d’Annunzio, ha curato oltre cento pubblicazioni storiche insieme all’editore e amico Giuseppe Tinari, ha fatto parte del Comitato provinciale per la valorizzazione della cultura della Repubblica in ambito europeo. Non si è mai fermata: dopo essere andata in pensione, è diventata una volontaria della cultura ed è stata tra i fondatori del Club Unesco per Chieti. E Ciarma è morta sulla strada per L’Aquila diretta verso un appuntamento culturale: stava andando a un corso di formazione con la commissione nazionale per l’Unesco con l’obiettivo di ottenere l’affiliazione e il riconoscimento del Club Unesco per Chieti. Era in auto con l’amica di sempre, Cinzia Di Vincenzo, funzionaria della prefettura rimasta ferita e ancora ricoverata in Ortopedia a Chieti: la Lancia Y sulla quale viaggiavano sarebbe stata travolta, all’altezza del bivio per Capestrano sulla strada statale 153, da una Toyota Yaris guidata da un 22enne di Pizzoli.
Accanto alla bara, un cartellone con l’immagine del marito Aristide, scomparso 7 anni fa, e un messaggio per parenti e amici: «Il mio sguardo sarà sempre su di voi». E poi una poesia per raccontare il «mistero» della donna che è insieme mamma e moglie «come un unico albero grande che tutti i suoi frutti ti dà: per quanti gliene domandi sempre uno ne troverà. Ti dà il frutto, il fiore, la foglia, per te di tutto si spoglia, anche i rami si taglierà». Ciarma lascia un figlio, Andrea Tranquilli, noto nell’ambiente sportivo per il suo lavoro da istruttore di judo.
Ai funerali di ieri hanno preso parte i vertici delle istituzioni: una presenza dovuta per testimoniare il ringraziamento della città all’impegno di Ciarma. Hanno partecipato il sindaco Umberto Di Primio, il presidente della Provincia Mario Pupillo, il prefetto Antonio Corona, il consigliere regionale Mauro Febbo, l’assessore comunale Emilia Di Matteo, il consigliere comunale Luigi Febo e tanti volontari delle associazioni.
Ha parlato anche Mario D’Alessandro, tra i fondatori dell’associazione Noi del G.B. Vico, la stessa scuola che da ragazza aveva frequentato anche Ciarma: «Quando è arrivata la bara, una colomba si è poggiata sul sagrato della chiesa. Sono certo che sia un simbolo di pace, la stessa pace di cui Miria era promotrice. Chieti perde una donna dalla grande intelligenza».

