Una scarpa e i vestiti sporchi di sangue: ecco le prove che incastrano il rapinatore

L’arrestato Mario Scarpone, 23 anni, è piantonato in ospedale: nella colluttazione con i clienti è rimasto ferito a una mano Si era rifugiato a casa della sorella. Una delle calzature persa durante la fuga, lo inchioda anche la targa dell’automobile
VASTO. Dai vestiti sporchi di sangue a una scarpa persa durante la fuga, passando per le immagini delle telecamere. Una montagna di prove inchioda il vastese Mario Scarpone, 24 anni da compiere il prossimo agosto, arrestato dai carabinieri con le accuse di tentata rapina e tentato omicidio dopo l’assalto al bar-tabaccheria La Sterlina di viale Dalmazia, alla Marina, dove giovedì sera ha accoltellato due clienti che stavano cercando di bloccarlo, mandandone uno in prognosi riservata.
I FERITI
Il giovane è piantonato dai militari all’ospedale San Pio perché, nel corso della colluttazione con gli avventori del locale, è rimasto ferito alla mano destra: i medici lo hanno sottoposto a un intervento chirurgico ai tendini. Quando sarà dimesso, come disposto dal sostituto procuratore Vincenzo Chirico, finirà nel carcere di Torre Sinello. Resta grave, ma non corre pericolo di vita, il 45enne originario di Torino e residente a Vasto trafitto con un fendente all’addome: è ricoverato, ancora in prognosi riservata, all’ospedale Santissima Annunziata di Chieti. Il 16enne ucraino colpito all’avambraccio sinistro, invece, è stato dimesso: guarirà in dieci giorni.
LA RICOSTRUZIONE
I carabinieri della compagnia di Vasto hanno riconosciuto il rapinatore immediatamente dopo i fatti, visionando le immagini del sistema di videosorveglianza del bar. Le telecamere hanno ripreso l’intera scena, compreso l’arrivo del giovane che, per non dare nell’occhio, aveva ordinato un caffè come un qualsiasi cliente. Un’ulteriore conferma è giunta dalla testimonianza di chi è riuscito ad appuntare il numero di targa della Fiat Punto sulla quale il ragazzo è scappato dopo l’assalto e le coltellate: quell’auto è risultata intestata alla sorella. Il 23enne – con un evidente taglio sulla mano destra – è tornato a casa, dove si è cambiato gli indumenti; poi, è risalito in auto e ha raggiunto l’abitazione della sorella, a San Salvo. Qui i carabinieri lo hanno catturato. Nelle vicinanze, il rapinatore aveva parcheggiato la Punto, all’interno della quale erano evidenti numerose tracce ematiche. Durante la successiva perquisizione nell’appartamento in cui Scarpone vive con i genitori, i carabinieri hanno trovato i vestiti utilizzati nel corso del raid, sporchi di sangue, e una scarpa. L’altra calzatura è stata recuperata sul luogo della rapina, così come il grosso coltello da cucina.
L’INTERROGATORIO
L’udienza di convalida dell’arresto sarà fissata non appena il giovane, assistito dagli avvocati Arnaldo e Francesco Tascione, uscirà dall’ospedale. In base a quanto emerso, il 23enne è in cura al Centro di salute mentale e aspettava di essere ricoverato. Per i gestori della Sterlina è stato un pomeriggio da incubo. A loro è stata espressa la solidarietà di tutti i commercianti della zona, rappresentati dal Consorzio vivere Vasto Marina, presieduto da Piergiorgio Molino: «Siamo vicini alla famiglia Liberatore».
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