Uniti per Atessa: a Piazzano un centro servizi per il Sangro

ATESSA. «Pretestuose e contraddittorie le affermazioni di Vincenzo Pellegrini sull’area dell’ex gru di Piazzano». È la risposta che il gruppo Uniti per Atessa, rivolge al consigliere di minoranza....
ATESSA. «Pretestuose e contraddittorie le affermazioni di Vincenzo Pellegrini sull’area dell’ex gru di Piazzano». È la risposta che il gruppo Uniti per Atessa, rivolge al consigliere di minoranza. Nei giorni scorsi Pellegrini aveva affermato che la maggioranza «dopo aver incassato 340.000 euro, non ha avuto nessuna idea progettuale in grado di valorizzare un’area estesa oltre 10.000 metri quadrati tutti edificabili e spende tutti i soldi per realizzare un campetto polifunzionale e un marciapiede». «LiberAtessa, per bocca del consigliere Pellegrini, va alla ricerca della polemica per la polemica. L’operato della giunta», ribatte il gruppo di maggioranza, «si basa su una definita progettualità, che tiene conto degli specifici contenuti della perizia redatta dal consulente tecnico d’ufficio, nominato dal tribunale nell’annosa vicenda del contenzioso tra il Comune di Atessa e la ditta Europiemme». Con sentenza dello scorso 27 settembre, riconoscendo al Comune la somma di 340mila euro per risarcimento danni, il tribunale di Lanciano aveva messo la parola fine all’annosa vicenda dell’area del bivio di Piazzano dove doveva sorgere il centro direzionale. La polizza che garantiva dai danni, però, ammontava a 1.048.000 euro. «L’amministrazione comunale, in base alla sentenza, è obbligata a fare alcune cose», continua Uniti per Atessa, «ma i lavori soddisfano più esigenze: rispondono, innanzitutto, alle indicazioni di messa in sicurezza dettate dal giudice; ripristinano, adeguano e potenziano i sistemi di regimentazione e allontanamento delle acque meteoriche, oltre che rispondere alle prime esigenze di rendere funzionali questi spazi finora di risulta; sono complementari a un futuro intervento di riqualificazione dell’intera area, in corso di studio, che interesserà tutti gli spazi limitrofi alla zona dell’ex gru per farne un luogo identitario e centro servizi dell’intero territorio sangrino. Gli interventi», conclude, «finanziati con le somme derivanti dalla sentenza del giudice, sono realizzati unicamente in quell’area e sono un punto di partenza per ridare a quella porzione di territorio una sua connotazione e una sua valenza territoriale». (m.d.n.)

