«Uniti per rilanciare l’economia»

6 Gennaio 2017

Nasce la prima Coop di Comunità che promuove i prodotti locali

È nata a Pizzoferrato la prima Cooperativa di Comunità abruzzese. Si chiama "Ajavdè": "Devo vedere", lo scopo è dare servizi in un territorio marginalizzato formare in un solo marchio bontà e anima.

Quella di Pizzoferrato (1.252 metri sul livello del mare, 1.180 abitanti) è il primo esempio in Abruzzo mentre in altre regioni dell’Italia settentrionale, soprattutto in Emilia-Romagna, le cooperative di comunità sono una realtà da alcuni anni. È un’auto-organizzazione di cittadini in risposta ai loro bisogni. Presidente del neo sodalizio è Andrea Tarantini, e primi soci sono il parroco don Vincenzo e il sindaco Palmerino Fagnilli. In pratica la cooperativa offre vari servizi, armonizza le esigenze, promuove le produzioni. Prendiamo ad esempio alcuni prodotti tipici del territorio: lenticchie, fagioli “suocera e nuova” e quelli “40 giorni”, patate rosse e bianche, genziana, salumi e formaggi; in che modo i produttori avranno dei benefici? «Già il fatto che s’inizia a sapere che a Pizzoferrato ci sono questi produttori è un passo importante» dice Romeo Casciato che si occupa, nella cooperativa, dei prodotti agro-alimentari «prima avevamo delle vendite dispersive da adesso invece dobbiamo collaborare tutti e, insieme, promuovere il territorio e i nostri prodotti. È una sfida culturale perché da noi» conclude Romeo «manca quell’approccio alla cooperazione, cosa che nelle Regioni dell’Italia del nord è già sviluppata». Ai fini di sostenere la nascita e il processo di sviluppo delle cooperative di comunità, la Regione può intervenire attraverso finanziamenti agevolati, contributi in fondo capitale; contributi in conto occupazione. La cooperativa non si occuperà solo di promozione e vendita dei prodotti agro-alimentari.

«Prendiamo per esempio il piano neve del nostro Comune», afferma il primo cittadino, «quest’anno ci siamo rivolti alla cooperativa di comunità per essere svolto. Per Pizzoferrato si tratta di una buona opportunità e non potevamo lasciarcela scappare».

Matteo Del Nobile