Università verso il contratto integrativo

Ieri l’incontro definitivo. Soddisfatto il rettore Caputi, ma Cgil frena: prima il salario accessorio
CHIETI. Incontro decisivo ieri per il contratto integrativo dei lavoratori dell’università d’Annunzio. I sindacati hanno incontrato la parte pubblica nella giornata di ieri e sono rimasti diverse ore a cercare di appianare le problematiche che sinora hanno sempre impedito di raggiungere l’obiettivo. Siamo vicini alla chiusura di una lunga fase di incertezza perché da diversi anni non era stato mai possibile raggiungere un simile accordo alla d’Annunzio. Ma l’accordo pieno non c’è. A frenare è la Flc Cgil che pone problemi soprattutto in relazione all’Ima.
Per la parte pubblica dell’ateneo erano presenti il rettore Sergio Caputi, il direttore generale Giovanni Cucullo e i responsabili dell’area finanziaria e del personale. Al termine di un’approfondita discussione le parti hanno raggiunto un accordo che sembrava poter soddisfare più o meno tutti, Cgil compresa. Nel pomeriggio si era anche sparsa la voce in ateneo di un accordo ormai raggiunto. Cosa che non è così, come ha tenuto a sottolineare il rettore, precisando che «non c’è stata ancora alcuna firma». Il provvedimento, inoltre, dovrà anche passare in Consiglio di amministrazione.
Il rettore Caputi si è detto comunque soddisfatto per l’esito dell’incontro: «Abbiamo cercato di andare incontro il più possibile alle richieste dei sindacati», ha detto, «il percorso non è stato né facile né breve, ma siamo vicini alla conclusione, sempre che tutti la vogliano raggiungere. Siamo vicini a un risultato che si può considerare il migliore possibile, quindi sicuramente positivo».
La Flc Cgil smentisce invece le notizie che si erano sparse in università circa la firma dell’accordo integrativo e pone di nuovo il problema dell’Ima (l’Indennità mensile di ateneo): «Noi della Flc Cgil non abbiamo firmato alcun accordo e non daremo la nostra approvazione senza che venga prima condivisa la quota Ima da inserire nel contratto e senza che prima vengano stabilite le modalità di erogazione dell’intero fondo, in tutte le sue voci e coperture». (a.i.)
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