Uno staff per avere i fondi europei

Comune. ll sindaco cerca risorse del Pnrr. Inizia l’avventura dei 24 consiglieri
LANCIANO . «È stato eletto consigliere di questo Comune». Una firma sul foglio che indica l’elezione e inizia l’avventura per i 24 componenti dell’assise civica cittadina dopo il ballottaggio del 17 e 18 ottobre. La maggioranza di 15 consiglieri (7 sono donne), con a capo il sindaco Filippo Paolini, e la minoranza di 9 eletti, tra cui i candidati sindaci sconfitti Leo Marongiu e Sergio Furia, ieri mattina hanno firmato la notifica dell’elezione: il passo che precede la convocazione del consiglio comunale che avverrà entro venerdì o sabato.
In queste ore però alcuni consiglieri potrebbero diventare assessori. Gli occhi sono puntati sul sindaco, che a breve annuncerà la formazione della giunta. Superata la questione numerica, 7 assessori - di cui due alla Lega e uno a testa per Fratelli D’Italia, Fi-Udc-partite Iva, Libertà in azione, Alleanza con Paolini e Lanciano che verrà -, resta da sciogliere il nodo delle deleghe tra volti nuovi, come quello della dottoressa Cinzia Amoroso (Lega) e dell’avvocato Maria Ida Troilo (Fi), che devono entrare nei meccanismi della macchina amministrativa, e incompatibilità lavorative, come ad esempio Tonia Paolucci (Lia) e Paolo Bomba (Fdi) che non possono avere l’urbanistica. Questo assessorato potrebbe andare a Danilo Ranieri (Lega), in odore di bilancio, delega che potrebbe lasciare proprio a Paolucci, più vicina professionalmente ai lavori pubblici.
C’è il settore delicato dell’ambiente, della transizione ecologica (su cui l’Europa punta molto) che potrebbe andare a Bomba, mentre il commercio a Di Campli, le politiche sociali a Palmieri e le deleghe di cultura, istruzione, turismo e sport a Troilo e Amoroso. Delicatissima la partita legata al Pnrr (il Piano nazionale di ripresa e resilienza, pacchetto da 750 miliardi di euro concordato dall’Ue in risposta alla pandemia), tanto che Paolini costruirà uno staff ad hoc. Sarà una squadra che guiderà il sindaco in prima persona (che anche per questo non terrà deleghe per sé) con tecnici, progettisti per creare piani che possano intercettare i fondi. La giunta Pupillo ha lasciato 17 schede per un totale di circa 83 milioni di interventi da finanziare con i fondi europei - tra queste lo studio per sistemare il sistema idraulico del sottosuolo -, ma Paolini ha detto di avere in mente progetti che deve mettere velocemente nero su bianco se non vuole perdere il treno del Recovery. (t.d.r.)
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