Usura con tassi del 300% Confermate 4 condanne

16 Luglio 2015

La Corte di Cassazione ripete le sentenze emesse in primo grado e in appello Per tre accusati si aprono le porte del carcere. A giorni udienza per altri imputati

LANCIANO. Pene confermate in Cassazione per quattro degli otto condannati per usura nell’ambito dell’operazione “Aghi”, condotta dalla polizia nel 2007. La Corte di Roma, a cui gli imputati hanno fatto ricorso, ha confermato le condanne emesse in primo grado dal tribunale di Lanciano e già confermate in appello: quattro anni e otto mesi di reclusione per Guglielmo De Rosa, 46 anni; quattro anni di reclusione per Ferdinando Buccini, 55 anni, e Rocco Buccini, 29; due anni per Tommaso Angelucci, 60 anni. I quattro, tutti residenti a Lanciano, erano stati condannati, in primo grado, con il rito abbreviato per usura aggravata ed estorsione. Con la sentenza della Cassazione la condanna diventa definitiva e per tre di loro, con pene superiori a 3 anni, a breve si apriranno le porte del carcere.

L’inchiesta scattò in seguito alla denuncia di un macellaio, N.D.B., parte offesa nel procedimento e rappresentato dall’avvocato Mauro Iodice, che aveva un negozio a Lanciano ed era esasperato dalle continue richieste di denaro ad elevati tassi d’interesse. Dopo sei mesi di indagini la polizia di Lanciano, con l’ausilio dei colleghi di Chieti, Roma e Vasto, scoprì un giro di usura ai danni di una decina di commercianti del Frentano. I tassi annuali oscillavano tra il 120 e il 300%, per somme da 20mila a 100mila euro. Il giro di affari prodotto sfiorava il mezzo milione di euro. Oltre ai quattro imputati che scelsero l’abbreviato e tre che furono assolti, altri quattro furono condannati con il rito ordinario in primo grado. Le pene furono poi ridotte in appello: P. U. a quattro anni di reclusione, Oreste Valerio e Carmine Di Rocco a due anni e sei mesi, Achille Di Rocco a due anni. Anche per loro ci sarà udienza in Cassazione. (s.so.)

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