Usura, il principale indagato non risponde al giudice

10 Maggio 2020

VASTO. Operazione Repulisti con 18 indagati: P.D., 47 anni, l’uomo che si è costituito giovedì in commissariato, ieri mattina non ha risposto alle domande del gip Fabrizio Pasquale riservandosi di...

VASTO. Operazione Repulisti con 18 indagati: P.D., 47 anni, l’uomo che si è costituito giovedì in commissariato, ieri mattina non ha risposto alle domande del gip Fabrizio Pasquale riservandosi di fornire la propria versione dettagliata dei fatti dopo aver letto il capo d’accusa e quanto riportato nel fascicolo a suo carico.
P.D. pugliese, ma domiciliato a Gissi, è finito in carcere con le accuse di usura aggravata, sequestro di persona, tentata estorsione e lesioni gravi. Ieri ha comunque anticipato qualche particolare di quello che sarà il suo dossier difensivo, disegnando una immagine della presunta vittima diversa dalla persona che ha raccontato di essere stato distrutto dagli aguzzini.
«Il nostro cliente vuole leggere attentamente tutte le contestazioni che gli vengono fatte», hanno confermato gli avvocati difensori Antonello Cerella e Pino Sciarretta. «Oggi (ieri per chi legge, ndc) ha spiegato al gip Pasquale che il quarantenne di Vasto che ora lo accusa, più volte ha preso delle auto da lui, rivendendole ma senza mai dargli il corrispettivo».
La vicenda, insomma, è piuttosto intricata. Al pari di P.D. ci sono anche altri indagati che rispediscono le accuse al mittente. Gli investigatori in cinque anni hanno tuttavia raccolto materiale probatorio definito estremamente preoccupante. Il questore Ruggero Borzacchiello, nella conferenza stampa sugli arresti, ha parlato di interessi del 300 per cento sui prestiti. «Il periodo che stiamo vivendo», ha aggiunto il questore, «è terreno fertile per l’usura. Chiediamo alle vittime di parlare».
Richiesta analoga è stata fatta dal procuratore del tribunale di Vasto, Giampiero Di Florio. Il materiale probatorio finito in mano del gip Fabrizio Pasquale ha portato il giudice a respingere le richieste di scarcerazione delle otto persone finite agli arresti, due in carcere e sei ai domiciliari.
I difensori e fra loro anche gli avvocati Cerella e Sciarretta, hanno annunciato di voler ricorrere nei prossimi giorni al tribunale del Riesame. Intanto però, gli sviluppi investigativi potrebbero riservare altre sorprese. (p.c.)
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