Usura, rientra dalla Romania e si costituisce
Operazione Repulisti: 47enne accusato anche di sequestro di persona, estorsione e lesioni gravi
VASTO. Si è costituito P.D., 47 anni, il pugliese residente a Gissi, accusato di usura aggravata, sequestro di persona, tentata estorsione e lesioni gravi ai danni di un operaio finito nel tunnel della droga. P.D. lo avrebbe vessato a lungo e per questo è stato colpito da un ordine di arresto. A chiedere l’arresto è stato il procuratore di Vasto, Giampiero Di Florio, a firmarlo, il gip Fabrizio Pasquale. Il 47enne è ritenuto una delle figure più cruente del gruppo coinvolto nell’operazione anti usura “Repulisti” condotta dalla polizia e con 18 indagati. L’uomo ha saputo dell’ordine di cattura mentre era in Romania. «È rimasto sorpreso. Non appena ha saputo che la polizia lo cercava», afferma l’avvocato Antonello Cerella che lo assiste con il collega Pino Sciarretta, «P.D. ha deciso subito di tornare a Vasto per chiarire prima possibile la sua posizione». Così è stato. Ieri mattina, poco prima delle 13, il pugliese si è presentato in commissariato con i suoi avvocati. «Sono io», è stata la telegrafica dichiarazione fatta alla polizia. Pochi minuti dopo, l’uomo è stato portato da una volante nella sua casa di Gissi. L’abitazione è stata perquisita a lungo. Probabilmente gli investigatori cercavano riscontri alle accuse. Finita la perquisizione P.D. è stato accompagnato nel carcere di Torre Sinello, a Punta Penna, a disposizione del gip Pasquale. «L’accusato», dicono gli avvocati Cerella e Sciarretta, «spera di poter chiarire prima possibile la sua posizione». Non è escluso che l’uomo venga ascoltato oggi stesso.
Come detto il 47enne è accusato di avere minacciato e picchiato selvaggiamente l’operaio vastese finito nella rete degli usurai, spaventando anche i familiari della vittima. La Procura ha parlato di intercettazioni e prove. Non sarà facile per i difensori dell’uomo smontare il castello accusatorio. Nel frattempo gli altri personaggi coinvolti nell’operazione “Repulisti”, negano con determinazione le accuse. Non sono esclusi possibili confronti. I diciotto indagati non costituivano un’organizzazione. Ognuno avrebbe agito singolarmente. Sono una decina gli avvocati che stanno preparando accurate memorie difensive per i loro clienti. Entro la prossima settimana dovrebbero terminare gli interrogatori. (p.c.)
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