Va in arresto cardiaco in ateneo: lo salvano uno studente e il 118

Un geologo accusa un malore e perde conoscenza mentre sta parlando durante un convegno Il racconto del ragazzo: «Prima ho iniziato il massaggio cardiaco, poi ho usato il defibrillatore»
CHIETI. Sta parlando alla platea di geologi, al convegno organizzato dall’università d'Annunzio per mettere in collegamento le giovani leve con i professionisti noti ed esperti come lui, quando improvvisamente la parola manca. Seduto dietro la cattedra l’eloquio rallenta, il respiro si fa affannoso e lui annaspa. Sta andando in arresto cardiaco. Gli oltre 50 studenti presenti in aula si accorgono che qualcosa non va, ma non sanno bene cosa fare. Uno di loro, però, seduto in ultima fila, forte del corso di primo soccorso appena fatta, inizia a praticargli le manovre salva-vita, in attesa dell’arrivo dei soccorsi. L’immediatezza delle prime cure e la professionalità degli operatori del 118, che hanno insistito per quasi mezz’ora in quell'aula universitaria, gli hanno salvato la vita.
IL CONVEGNO IN ATENEO
È successo ieri mattina all’università d’Annunzio. Tra i relatori del convegno intitolato “Dai geologi per i geologi. L'esperienza professionale a servizio della formazione”, partito alle 9,30 nell’aula 3 di Farmacia, c’è un esperto geologo. «Abbiamo voluto questo convegno», dice il docente Mario Rainone, tra gli organizzatori dell’iniziativa, «per mettere in contatto i giovani geologi con i professionisti che da tempo svolgono il mestiere. Ovviamente dopo quanto successo il convegno è saltato. Ma lo riorganizzeremo in autunno. Quello che importa è che il nostro collega stia bene. La tempestività dei soccorsi, il fatto che da noi alla d’Annunzio ci sia un defibrillatore praticamente ovunque e che siano regolarmente manutenuti: tutto questo credo gli abbia salvato la vita». L’uomo è ora ricoverato in ospedale, anche se i suoi valori sono tornati nella norma.
IL PRIMO SOCCORSO
Sono da poco passe le dieci e il geologo ha appena iniziato la sua relazione quando accusa il malore. «Sta avendo un infarto. È la prima cosa che ho pensato quando ho visto che non riusciva più a parlare. Ero seduto in fondo alla sala, ma sono scattato subito per prestargli soccorso». Francesco Morelli, 28 anni, dottore di ricerca in geologia, è il primo a mettere in atto le manovre salvavita. «Ho visto che qualcuno cercava di fare qualcosa, ma io avevo fatto il corso di primo soccorso con la mia associazione di volontariato, la Nuova Acropoli, e quindi ho deciso di intervenire. L’ho sdraiato a terra dietro la cattedra», racconta, «respirava a fatica e aveva lo sguardo perso nel vuoto. Gli ho slacciato la camicia e ho iniziato a praticargli un massaggio cardiaco. Poi è arrivato un altro ragazzo che gli ha fatto la respirazione bocca a bocca. Credo di aver urlato a un certo punto di portarmi un defibrillatore. Qualcuno me lo ha passato e con le mani che mi tremavano ho iniziato a sistemare le placche. Poi ho seguito le indicazioni del defibrillatore che mi diceva di dare la prima scarica e così ho fatto».
I MEDICI DELL’ATENEO E IL 118
«Poi sono arrivati in tre e mi hanno detto che erano medici della d’Annunzio. E così mi sono fatto da parte. Nel frattempo è arrivato il 118 e ci hanno mandato fuori dall’aula. Io sono andato a prendere una bottiglia d’acqua e ho atteso fuori della classe per quasi mezzora, per sapere come sarebbe andata a finire. Sono stato felice quando mi ha telefonato la nipote per dirmi che si era ripreso». L’equipe del 118 è arrivata in pochissimi minuti, vista la vicinanza con il policlinico. L'ambulanza guidata da Roberto Tiberio, entrando nel campus dall’Itab, ha scaricato il medico Marianna Candido e l’infermiere Francesco Rossi che di corsa hanno raggiunto l’aula 3 di Farmacia. La situazione che si sono trovati davanti non era facile: «Abbiamo dovuto dare diverse scariche col defibrillatore», dice la dottoressa, «ma ce l’abbiamo fatta. Il paziente si è ripreso e già in pronto soccorso rispondeva correttamente alle domande dei sanitari».
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