Va in pensione l’architetto delle grandi opere ma ora in Comune è emergenza personale

1 Luglio 2020

Dal cimitero alle frane, dal verde pubblico alle grandi opere. Per il funzionario tecnico Salvatore Colacito, che ha seguito molti dei progetti più importanti dell’ente, ieri è stato l’ultimo giorno...

Dal cimitero alle frane, dal verde pubblico alle grandi opere. Per il funzionario tecnico Salvatore Colacito, che ha seguito molti dei progetti più importanti dell’ente, ieri è stato l’ultimo giorno in Comune dove era entrato nel 1982. Compiuti 65 anni, si è guadagnato la meritata pensione. L’architetto ha fatto un po’ di tutto: si è occupato di strade e fogne con l’amministrazione Cucullo, ha ristrutturato la villa, con Ricci. Ha curato la ripavimentazione del Corso e la realizzazione della fontana voluta da Di Primio. Suoi anche i progetti per i parchi gioco del Celdit, di piazza San Pio X, del parco Obletter, dei due parchi della villa e anche del belvedere di via XXIV maggio. Dal 2010 si è occupato anche del cimitero. Ha inoltre portato avanti le procedure per tre grandi frane (Santa Maria Calvona, piazza Venturi e Theate Center) ed è il rup del progetto di ricostruzione della scala mobile. Ma, andato via lui, nell’ufficio lavori pubblici sarà ora emergenza personale: un solo funzionario tecnico dovrà portare avanti le grandi opere promesse da Di Primio. (a.i.)