«Vaccinati pochi bambini sotto i 12 anni»

L’allarme del professor Chiarelli: «Solo l’8 per cento ha ricevuto entrambe le dosi, così sono a rischio»
CHIETI . «Ad oggi solo l’8 per cento dei bambini da 5 a 11 anni ha eseguito entrambe le dosi e solo il 29 le prime dosi. La percentuale è ancora troppo bassa e pone i bambini a rischio elevato di contrarre l’infezione ed avere conseguenze gravi per il Covid-19». È l’allarme lanciato dall’esperto Francesco Chiarelli, professore ordinario di Pediatria dell’università d’Annunzio di Chieti-Pescara e direttore della clinica pediatrica dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti. Chiarelli parla in qualità di presidente della Società italiana di Pediatria – Regione Abruzzo ed a nome del consiglio direttivo, per informare gli abruzzesi sull’opportunità e necessità di vaccinare i bambini della fascia di età tra 5 e 11 anni.
«I vaccini contro il Covid sono lo strumento più efficace e sicuro che abbiamo per contrastare la diffusione del virus e la vaccinazione è un diritto dei bambini esattamente come per gli adulti», sottolinea. «I bimbi tra 5 e 11 anni non sono al riparo dal virus e una parte consistente dei nuovi contagiati ha questa età. Il vaccino non deprime la capacità del bambino di rispondere alle infezioni ma, al contrario, permette al sistema immunitario di lavorare in sicurezza, producendo delle armi di difesa in caso di esposizione al virus».
Il professore evidenzia anche che, sebbene l’infezione sia sicuramente più benigna nei bambini, in alcuni casi può causare una patologia grave come la sindrome infiammatoria multisistemica, che può richiedere anche il ricovero in terapia intensiva. Senza dimenticare il “long Covid”, che consiste nella persistenza di sintomi patologici quali stanchezza, difficoltà alla concentrazione, malessere anche a distanza di 3 mesi dall’infezione: «È una realtà crescente anche in età pediatrica e può impattare sul benessere fisico e soprattutto psicologico del bambino», afferma. E sulla sicurezza dei vaccini conclude: «Nei bambini tra 5 e 11 anni la vaccinazione contro il Covid non sembra determinare problemi cardiaci, che si sono verificati rarissimamente in alcuni ragazzi tra 15 e 25 anni e che si sono comunque sempre risolti senza problemi». (a.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

