«Vado a un pic-nic con i parenti», ma è sorvegliato speciale: arrestato

Giuseppe Di Rocco, rom di 47 anni, bloccato dai carabinieri in compagnia di altri due pregiudicati: non poteva allontanarsi da Pescara dopo essere stato indagato per furto, rapina, rissa e spaccio
BUCCHIANICO. «Io e miei cugini stiamo andando a fare un pic-nic: amici e parenti ci aspettano con il camper vicino al fiume». Quando i carabinieri di Bucchianico lo hanno fermato per un controllo, Giuseppe Di Rocco, 47 anni, pescarese di etnia rom, si è giustificato così. Ma i militari del luogotenente Pietro Mangiapia sono andati a fondo e gli hanno stretto le manette ai polsi dopo aver scoperto che era un sorvegliato speciale, che si accompagnava a pregiudicati e che aveva violato l’obbligo di soggiornare a Pescara. Ieri mattina, il giudice Enrico Colagreco, su richiesta del pm Giancarlo Ciani, ha convalidato l’arresto e confermato i domiciliari per l’indagato, assistito dall’avvocato Alessandra Paolini.
Tutto comincia mercoledì mattina. Durante uno dei servizi organizzati per prevenire i furti dai carabinieri della compagnia di Chieti, agli ordini della tenente Maria Di Lena, i militari notano una Fiat Punto nera in una contrada del paese: a bordo ci sono tre persone che non vivono in zona. Gli uomini dell’Arma fermano l’auto e scoprono che gli sconosciuti arriva da Pescara. I tre riferiscono alla pattuglia di essere in zona per un pic-nic alla Calcara di San Camillo. Ma nel bagagliaio non c’è nessuna traccia di cibi e bevande. I carabinieri approfondiscono il controllo e accertano che Di Rocco è un sorvegliato speciale. L’uomo, denunciato per la prima volta quando aveva appena 15 anni, ha alle spalle una sfilza di guai giudiziari per i reati più svariati: dal furto alla rapina, dalla ricettazione all’estorsione, dalla rissa ai maltrattamenti in famiglia, dallo spaccio di droga alla detenzione di arma da guerra. La misura alla quale è sottoposto prevede l’obbligo di dimora nel territorio comunale di Pescara e il divieto di frequentare pregiudicati. E Di Rocco non solo si trova a circa 30 chilometri da casa, ma in macchina con lui ci sono due pregiudicati. Come se non bastasse, non ha con sé la cosiddetta carta precettiva, obbligatoria per i sorvegliati speciali. A questo punto, il 47enne finisce ai domiciliari. E anche il giudice, l’indomani, ritiene che gli arresti in casa siano necessari per evitare che l’indagato torni a commettere gli stessi reati.

