«Vallevò salvata dalla solidarietà collettiva»

4 Agosto 2021

Rocca San Giovanni. Il racconto di chi ha visto le fiamme avvicinarsi ad attività produttive e case

ROCCA SAN GIOVANNI. Sono proseguite ieri le attività di bonifica nelle aree incendiate e il presidio del territorio da parte di vigili del fuoco e carabinieri. Le indagini sui roghi di domenica, che hanno interessato la Costa dei trabocchi e la Val di Sangro, sono in corso. Repertatori da terra sono intervenuti, nella Pinetina di Rocca San Giovanni, per trovare i punti di innesco e capire come si è propagato il fuoco. Su quanto accaduto sarà consegnato un rapporto alla Procura di Lanciano. L’origine dolosa sembra l’ipotesi più probabile, anche se servono elementi concreti per suffragarla.
Dopo la grande paura di 3 giorni fa, a Vallevò si cerca di tornare alla normalità. Negli occhi ci sono ancora le immagini delle fiamme altissime che hanno divorato il verde e circondato case e attività commerciali. Il rovescio della medaglia è la grande solidarietà dimostrata dalla comunità che, in mancanza dei soccorsi impegnati su più fronti, si è data da fare con mezzi propri per salvare case e attività.
«La solidarietà collettiva ha salvato Vallevò», racconta Marino Verì, storico traboccante, «il fuoco era a 20 metri dal mio trabocco, dall’altra parte della pista ciclabile, di fianco al ristorante dei Caldora. Ci siamo messi con 4-5 tubi a bloccare l’incendio, sono arrivati anche gli agricoltori che avevano mezzi e cisterne. I vigili del fuoco non sapevano dove correre prima, sarebbe stato devastante. Tutta la comunità ha partecipato. A bocce ferme possiamo dire che è andata bene, ma ci siamo spaventati. I danni materiali si recuperano, l’importante è che nessuno ci abbia rimesso la pelle».
Lo stesso è successo a Fossacesia, dove i balneatori hanno tenuto a bada le fiamme che lambivano la Via Verde, e a Paglieta dove, racconta il sindaco Ernesto Graziani, «i contadini hanno aperto le bocchette dell’impianto d’irrigazione della Bonifica e messo in funzione cisterne e trattori».
A Vallevò si fanno i conti con i danni. «Stiamo cercando di ripristinare le reti idrica ed elettrica», spiega Verì, «sono caduti dei tralicci e si sono sciolti dei tubi in polietilene della Sasi, stiamo aspettando il loro intervento. Possiamo dare colpa a chi, eventualmente, ha appiccato il fuoco, ma non agli interventi mancati. I vigili del fuoco hanno fatto quello che potevano, il rogo a Pescara ha dirottato molte risorse, ma poi erano tanti focolai nello stesso momento. Fuochi accesi in 6-7 località, da Pescara al Molise, colpendo soprattutto le pinetine sul mare, sono una casualità eccessiva. Ma adesso bisogna lavorare affinché non accada più, per organizzarci meglio con i vari gruppi di protezione civile, con piani di evacuazione e di intervento fatti bene».
Intanto da Rocca arrivano segnali confortanti: gli interventi di manutenzione effettuati da Nuovo Senso Civico e dai volontari, l’ultimo domenica mattina prima dei roghi, hanno salvato buona parte della Pineta, da cui si potrà ripartire per recuperare lo storico polmone verde.
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