Valorizzazione dei reperti, ecco 7mila euro

13 Giugno 2021

I fondi per gli scavi in piazza San Giustino: il comitato porta l’assegno, il sindaco diserta l’incontro

CHIETI. Il comitato “Chieti è anche mia” arriva con l’assegno da 7mila euro da donare al Comune per valorizzare i reperti archeologici di piazza San Giustino, ma il sindaco Diego Ferrara non si presenta alla Casina dei tigli a ricevere il titolo di credito. Dice comunque che ha intenzione di ritirare la donazione e di girare immediatamente i soldi alla Sovrintendenza archeologia con la quale il Comune ha stretto un forte legame che intende preservare. Di qui la reazione del comitato che gli indirizza una dura lettera aperta. A rappresentare il comitato che, sottolineano gli organizzatori non ha colore politico, c’erano Patrizia D’Agostino, Marida De Menna, Alfredo Luciani, Ugo Iezzi e Teresio Cocco. La lettera aperta, però, è a nome di singoli cittadini: «Avremmo preferito averla qui con noi, come ci aveva promesso», dicono, «a ricevere simbolicamente l’importo delle donazioni raccolte con la partecipazione attiva di tanti cittadini. Comprendiamo quanto sia difficile da assimilare il nostro sacrosanto diritto “alla conoscenza e all’uso del patrimonio culturale” e “a trarne beneficio e a contribuire al suo arricchimento”, tanto da farlo etichettare da taluni come ingerenza: l’Italia ha impiegato 15 anni per ratificare la Convenzione di Faro - il riferimento è alla Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società - ma noi auspichiamo che, per comprenderlo e farlo proprio, non ne servano altrettanti alla sua amministrazione. Siamo consapevoli che non saremo noi cittadini a decidere il destino della piazza, ma nessuno potrà privarci del diritto alla conoscenza del nostro patrimonio culturale e archeologico, diritto che tanti cittadini stanno esercitando con una donazione, questo è il suo significato. Taluno, invece, ha accostato impropriamente lo spirito della donazione ad azioni di sabotaggio o ritardo dei lavori, fantasia che solo chi non ha serenità di giudizio può pensare o scrivere nei comunicati. Ci rifletta, che scelta sarebbe quella di non sapere? Di ricoprire tutto senza aver scoperto che cosa nascondono 2000 anni di storia della città?».
La lettera aperta continua chiedendo al sindaco di accettare la donazione, perché se non lo facesse, «sarebbe nel giusto come burocrate», ma non da «uomo politico e cittadino di Chieti».
La raccolta, intanto, proseguirà fino al 31 luglio. Il sindaco ha detto che intende accettare i soldi. Se non dovesse farlo, il comitato è pronto a ridarli indietro o a metterli a disposizione di associazioni che ne hanno bisogno. (a.i.)
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