Vandali scatenati alla Villa Devastata l’ex biblioteca

3 Settembre 2022

Le enciclopedie più costose usate come trampolino per fare i salti con le bici

CHIETI. I grossi volumi dell’enciclopedia Treccani finiti a fare da sostegno per tavole di legno utilizzate come trampolini di lancio per skateboard e biciclette. Libri lasciati nel piazzale dell’ex biblioteca regionale, ormai accessibile a tutti a causa del cancello che non chiude più. All'interno dell’edificio, che doveva essere un punto di ritrovo culturale della città, ora regna il degrado. Porte e vetri rotti, sporcizia ovunque, scritte sui muri, sedie e poltroncine rovesciate nello spiazzale, estintori abbandonati e, soprattutto, libri incustoditi. Sparpagliati per terra nei locali, gettati anche fuori dalla struttura e finiti a fare da sostegno per improbabili trampolini di lancio. È la situazione in cui si trova l’ex Centro servizi culturali della Regione, chiuso a seguito del terremoto del 2016, da tempo oggetto di denunce da parte dei residenti. A documentare tutto adesso è anche l’obiettivo di Fabrizio Franceschelli, regista teatino ,in forza alla trasmissione Chi l’ha visto? di Rai 3, che commenta con sdegno l’incredibile situazione che gli si para davanti. Chiudendo il reportage con un eloquente: «Sono schifato».
LE REAZIONI
La denuncia di Franceschelli è subito stata raccolta dall’associazione Chieti nuova 3 febbraio: «Come dice l’autore del video, questa situazione ha dell’incredibile», commenta la presidente dell’associazione Maria Rosaria Grazioso, «e ogni cittadino di questa città deve indignarsi e agire, di conseguenza, con tutti gli strumenti che la legge fornisce». .
COMUNE CONTRO REGIONE
Interviene anche l’amministrazione comunale, con il sindaco Diego Ferrara e il vice Paolo De Cesare che ha la delega alla cultura. «Abbiamo ricevuto come tanti il video sulle condizioni dell’ex Casa dello studente di proprietà della Regione, che, dopo i danni provocati dal sisma e nonostante i soldi spesi per la sua ristrutturazione, ha ritenuto di mantenerlo chiuso e in preda a un progressivo deterioramento, quello di una struttura abbandonata, oggi contenitore solo di sporcizia, caos e degrado. Come amministrazione comunale abbiamo le mani legate, non essendo il Comune l’ente proprietario: nulla abbiamo potuto fare se non sollecitare, come più volte abbiamo fatto per le vie brevi, chi di dovere a intervenire. Questi spazi sono divenuti preda dei vandali, oltre che dell’oblio, perché la Regione in questi anni non ha progettato alcuna soluzione o riqualificazione, affinché potessero tornare fruibili e diventare un luogo di aggregazione e cultura, luogo che a Chieti serve come il pane, sia come città storica e sia, soprattutto, come sede universitaria».
LA REPLICA
«La Regione è prontamente intervenuta», dicono Carla Di Biase, Giuseppe Giampietro e Roberto Miscia, consiglieri comunali di FdI. Ma finora l’intervento ha riguardato solo l’area esterna, per intenderci quella dove erano stati creati i trampolini. «Il gruppo consiliare di FdI», proseguono, «ha chiesto al presidente Marco Marsilio un intervento urgente che è stato immediatamente messo in atto in meno di 24 ore. Il governatore, inoltre, si è impegnato a risolvere il problema dell’agibilità della struttura con un successivo passaggio, al fine di riconsegnarlo al pubblico per un uso collettivo, nel più breve tempo possibile. Al di là delle chiacchiere, e della totale inerzia dell’amministrazione, abbiamo preferito rispondere con interventi concreti, segno dell’importanza della filiera istituzionale, lasciando alle forze dell’ordine il compito di individuare i colpevoli e vigilare sulla struttura affinché ciò non si ripeta». Intanto la video-denuncia di Franceschelli arriva anche all’attenzione del consigliere regionale teatino Mauro Febbo, capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, che non deve averla presa molto bene: «Quello di oggi (ieri per chi legge; ndr)», dice, «è stato un primo intervento. Ora stiamo pianificando lavori molto più ampi. Le risorse ci sono: abbiamo a disposizione 800mila euro che utilizzeremo sia per la messa in sicurezza sismica che per la ristrutturazione del Centro servizi culturali. Come amministrazione regionale, abbiamo fatto quello che abbiamo potuto, reperendo le risorse che però sono spendibili solo dal 2023, ma dobbiamo rimarcare che nel 2016, quando l’edificio è stato chiuso a causa del terremoto, l’allora amministrazione regionale di centrosinistra ha “dimenticato” di inserirlo nella lista degli edifici pubblici da ristrutturare a causa del sisma. E ora ci troviamo in questa situazione».
I CINQUE STELLE
Dalla Regione interviene anche la consigliera regionale del Movimento 5 stelle Barbara Stella, che annuncia un’interpellanza sul caso: «Le condizioni di degrado in cui versa l’edificio rappresentano», dice Stella, «il fallimento di una visione politica miope, concentrata fin dal suo insediamento più nella spartizione delle poltrone che nella gestione della cosa pubblica».
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