Variante inglese del Covid Casi record a Guardiagrele

Sono 29 i positivi del ceppo britannico: i contagi triplicati nel giro di pochi giorni E la cittadina diventa un esempio negativo per il “Washington Post”, è polemica
GUARDIAGRELE. Da venerdì scorso la notizia è ufficiale: a Guardiagrele ci sono 29 casi di cittadini positivi al coronavirus nella sua variante inglese. Si tratta della variante scoperta in Inghilterra, chiamata tecnicamente B.1.1.7, che risulta più contagiosa delle altre forme di Covid. Il focolaio guardiese ha attirato talmente l’attenzione da finire persino sul prestigioso Washington Post che riferisce che nel centro montano i casi di coronavirus sono triplicati in pochissimo tempo, dai 35 del 28 dicembre a più di 100 di metà gennaio. Di questi, 29 sono stati confermati come variante britannica. La pubblicazione sul giornale – che sottolinea tra l’altro i ritardi con cui ci si è mossi da quando il 26 dicembre l’Istituto zooprofilattico di Teramo ha scoperto l’esistenza dei primi 4 casi di variante inglese avvisando subito la Regione – riaccende la polemica dei consiglieri d’opposizione contro la maggioranza che sostiene il nuovo sindaco Donatello Di Prinzio. Il gruppo di minoranza Guardiagrele il Bene in Comune capitanato dall’ex sindaco Simone Dal Pozzo chiede «un’informativa urgente a Regione e Comune a tutela della cittadinanza. Riteniamo gravissimo dover apprendere queste informazioni così importanti per la sicurezza della nostra città solo grazie all’eccellente lavoro svolto da un giornalista. Come dice lo stesso articolo, “si è perso tempo inutilmente per limitare i contagi” e, purtroppo, aggiungiamo noi, lo screening a Guardiagrele ci sarà solo a fine mese, perdendo di efficacia preventiva e rischiando di produrre una sicurezza che al momento non possiamo permetterci. Non possiamo sottovalutare un’emergenza di tale portata».
Di Prinzio replica alle accuse dicendo di non aver avuto comunicazioni ufficiali sulla presenza della variante inglese se non una telefonata arrivata venerdì scorso che accertava l’esistenza dei 29 casi: «A quel punto ho avvisato prima di tutto i cittadini», dice il sindaco, «e ho continuato con le misure di controllo del territorio che abbiamo sempre adottato scrupolosamente: dalla chiusura dei mercati, all’avvio prima di tutti gli altri comuni dello screening di massa e alla richiesta di maggiori forze sul territorio, richiesta esaudita dalla Regione che ha inviato gruppi di Protezione civile. Ho anche chiesto ai carabinieri maggiore attenzione, tanto che so che sono state fatte anche più di 10 multe a chi non rispettava le regole anti-contagio. Sto per inviare, inoltre, una lettera al prefetto per chiedere ancora più controlli sul territorio. Di più non possiamo fare, se non richiedere i danni al governo italiano per aver permesso la circolazione della variante inglese sul nostro territorio», dice esasperato il sindaco.
C’è allarme anche nel vicino comune di Roccamontepiano, dove il sindaco Adamo Carulli chiede l’attivazione dello screening di massa come a Guardiagrele: «Tra i comuni dell’area chietina Roccamontepiano ha il più alto tasso di contagio. Attendiamo una risposta dalla Asl, intanto con le forze dell’ordine stiamo intensificando i controlli».

