Variante, Menna ribadisce il no al progetto presentato dall’Anas

Il presidente della Provincia e sindaco di Vasto replica al presidente della Regione, Marco Marsilio «Restano in piedi tutti i presupposti per la realizzazione di ponti e gallerie come diciamo da tempo»
VASTO. «Posso comprendere come la mini variante dell’Anas sia appetibile a quella parte di centrodestra di San Salvo anche se nutro forti dubbi su questo, ma ribadisco nuovamente che la variante di prossimità, se realizzata, creerebbe tutti i presupposti per la realizzazione di ponti e gallerie nel tratto che oggi resterebbe fuori dal progetto dell'Anas e creerebbe inoltre un aumento di traffico nel tratto “Trave-Montevecchio” con ripercussioni serie sull'arteria che collega il centro della città alla Marina». Lo sostiene Francesco Menna, in qualità di presidente della Provincia, intervenendo sulla questione del progetto di variante alla statale adriatica che l’Anas ha redatto per la zona tra San Salvo e Vasto e replicando alle dichiarazioni del presidente della Regione, Marco Marsilio.
«Presupposti e concretezze queste», riprende Menna, «che come amministratori abbiamo il dovere di azzerare ed eliminare in quanto non solo andrebbero a deturpare un domani la bellezza del nostro territorio, tra l'altro anche fragile dal punto di vista idrogeologico, ma creerebbero anche un imbottigliamento di auto, tir e mezzi pesanti sulla Statale 16 e di auto sull'ex 86 Istonia. La crescita e l’affermazione di un territorio e il salto verso il futuro si hanno solo se si ha una visione del territorio nella sua complessità. Si hanno solo valutando nel concreto gli aspetti positivi e negativi che portano progetti, opere edinfrastrutture nell'immediato e nel futuro. Mi meraviglia come questi aspetti siano ignorati da chi si appresta a voler amministrare una città e da chi sta invece governando questa Regione seppur il metodo è ormai ben noto a tutti».
Menna poi spiega che «il viadotto riprodotto sul manifesto tanto ripreso e contestato dal centrodestra è ovvio che è un rendering o "foto-montaggio" come il centrodestra lo definisce, ma è la riproduzione di quello che potrebbe accadere se venisse realizzata la variante di prossimità e che comporterà un domani a dover affrontare, discutere e risolvere il tratto "Trave-Montevecchio" che per forza di cose dovrà essere fatto. E allora chi oggi sbatte i pugni sul tavolo e rivendica a gran voce la variante di prossimità, non ha una visione di territorio, non ha una visione del futuro, non ha contezza delle reali positività e negatività dell'opera».
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