Vasto, assolto per la rapina a Sarni Oro Il difensore Casale: ecco com’è andata

26 Luglio 2018

Assoluzione di Luigi Bonventura per la rapina a Sarni Oro. Nell’articolo pubblicato sulla sentenza, abbiamo citato per errore come difensore solo l’avvocato Antonello Cerella. In realtà in quel...

Assoluzione di Luigi Bonventura per la rapina a Sarni Oro. Nell’articolo pubblicato sulla sentenza, abbiamo citato per errore come difensore solo l’avvocato Antonello Cerella. In realtà in quel processo l’avvocato Giuseppe Casale difendeva unitamente al collega Cerella, e non come erroneamente riportato l’altro imputato D’Aloia (condannato). La sentenza che ha assolto Luigi Bonaventura, uno dei presunti autori della rapina alla gioielleria Sarni Oro di Vasto che l' 11 aprile 2016 procurò un bottino di oltre 520.000 euro, fa ancora discutere. Le prove a carico del giovane sanseverese apparivano schiaccianti. Gli inquirenti, con l’ausilio del Ris, avevano individuato sugli indumenti utilizzati dai rapinatori sia il Dna di Bonaventura e sia una sua impronta papillare. Inoltre vi erano i tabulati telefonici. Macigni probatori che non sono stati evidentemente ritenuti sufficienti per una condanna. Contattato telefonicamente uno dei difensori di Bonaventura, l’avvocato Giuseppe Casale, superando la sua naturale riservatezza, ha rivelato che tutta la strategia difensiva è stata costruita intorno al principio «dell’oltre ogni ragionevole dubbio. Un principio di civiltà giuridica che si fonda sull’idea che, in caso di dubbio, è preferibile un colpevole in libertà che non un innocente in carcere. Il mio assistito poteva aver toccato il pantalone con le tracce prima che il vero rapinatore lo acquistasse». (p.c.)