Vasto, banditi armati al distributore Portobello

6 Febbraio 2015

In quattro minacciano con pistola e spranghe due dipendenti, prendono l’incasso e fuggono in auto, poi trovata bruciata

VASTO. Rapina all'ora di cena in città. In quattro, il volto coperto. Uno armato di pistola, l'altro con una mazza di ferro. Si sono avvicinati a due dipendenti della stazione di servizio Portobello sulla circonvallazione Istoniense, li hanno bloccati sotto la pensilina e sollevando le armi hanno preteso l'incasso della giornata. Afferrato il denaro sono saliti a bordo di una Fiat Tipo e sono fuggiti in direzione sud. É la cronaca dellì'ultima rapina messa a segno in città. Un raid compiuto alle 21,30 di mercoledì. Incuranti delle vetture che transitavano sulla circonvallazione la gang non ha esitato a puntare una pistola contro un ragazzo. Lo sguardo dei malviventi era duro e determinato: gli occhi hanno rivelato che erano pronti a tutto. La rapina è durata due minuti. La banda è salita su una Fiat Tipo targata Chieti, rubata a San Salvo, e si è diretta a sud. La vettura è stata incendiata e abbandonata sotto un cavalcavia dell'autostrada A14. La banda è salita su un'altra auto ed è fuggita. Potrebbe aver imboccato la A14, ma anche la Statale 16 o la Trignina. Passato un primo momento di panico i dipendenti della stazione di servizio hanno avvisato i carabinieri. Il titolare di Portobello ha consegnato ai carabinieri la registrazione della drammatica sequenza. Nonostante il buio le immagini pare siano nitide. Le mani, le scarpe, gli stessi occhi dei due uomini armati potrebbero aiutare gli investigatori a risalire alla gang. L'ammontare del bottino deve ancora essere quantificato. Non è questo quello che conta. La città è spaventata dalla spavalderia del raid. La rapina è la fotocopia di un altro raid armato fatto alla stazione di servizio Trigno-Ovest sulla A14. Anche allora uno dei banditi era arrivato a piedi, col volto coperto dal passamontagna, stringendo in mano una pistola. La frase pronunciata allora è stata la stessa pronunciata mercoledi al benzinaio:«Dammi subito i soldi».

Una frase troppo breve per riconoscere l'accento e la nazionalità. I carabinieri non parlano. Hanno compiuto un sopralluogo nell'area di servizio, ascoltando il racconto delle vittime.

I militari hanno quindi rimesso un dettagliato rapporto nelle mani del procuratore capo Giampiero Di Florio. La speranza è che qualche cittadino residente nell zona sia in grado di fornire agli investigatori altri elementi utili alle indagini.

Paola Calvano

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