Vasto, in seimila al rave abusivo nella valle del Trigno

24 Ottobre 2016

Cacciati da Fresagrandinaria, occupano l’area della Smi a Mafalda: alcol e musica ad alto volume

VASTO. Rave party abusivo nella valle del Trigno. Seimila giovani hanno occupato l’ex stabilimento della Smi (ceduto alla Dafin di Ortona), creando scompiglio e preoccupazione. Sono comparsi all’improvviso sabato pomeriggio. Auto, camper, roulotte e camion: diverse centinaia di mezzi sono stati parcheggiati nel piazzale dell’ex stabilimento a ridosso del fiume Trigno. Un’occupazione del tutto abusiva decisa, pare, dopo la cacciata da un’area a ridosso di Fresagrandinaria. Il rave party, andato avanti tutta la notte e proseguito domenica mattina, era privo di ogni permesso.

Il tam tam nel circuito dei partecipanti è stato fatto via internet. Migliaia di persone hanno affollato l’area privata dando poi il via ad una nottata di musica ad altissimo volume. Gli organizzatori, incuranti di ogni autorizzazione, avrebbero anche forzato l’ingresso del capannone che chiudeva l’accesso alla proprietà (una ex cava di inerti), allestendo poi tutti gli impianti e organizzando gli spazi per gli “ospiti”. Decine le telefonate ai carabinieri. I militari di Mafalda (Campobasso), Termoli e Vasto, hanno presidiato la zona informando Roma e le Procure di Vasto e Larino. L’area ricade nel comune di Mafalda.

I carabinieri che hanno effettuato un sopralluogo si sono trovati di fronte all’impossibilità di intervenire in forze. I militari hanno deciso di tenere il raduno sotto controllo presidiando la zona, in attesa di disposizioni dalla capitale. Non si tratta di un evento isolato. Qualche anno fa era accaduto a Casalbordino, ma allora il numero di partecipanti era di gran lunga inferiore a quello che ieri ha invaso la valle del Trigno.

Avvisata da un residente la famiglia Marrollo, titolare della Smi, ha informato a sua volta dell’accaduto i titolari della Dafin. Poco dopo è stata presentata una denuncia ai carabinieri. Il rave, a prima vista singolare, in realtà è stato ragionato da un’organizzazione evidentemente anche facoltosa. Un aggettivo difficile da abbinare ad un contesto come quello che si è creato ieri. Ma tant’è. Si parla di quasi 6000 ragazzi che, accompagnati da fiumi di alcool, hanno installato generatori di luci potentissimi e musica a volumi altissimi. (p.c.)

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