«Vasto penalizzata a vantaggio di San Salvo»

L’ex sindaco Tagliente punta il dito contro i criteri della Asl per assegnare risorse alle strutture sanitarie
VASTO. È in programma questa mattina a San Salvo, alla presenza del presidente Marco Marsilio e dell’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, la posa della prima pietra della casa e ospedale di comunità. L’annuncio è stato dato dal direttore generale della Asl Thomas Schael, a giudizio del quale la struttura è importante per la sanità territoriale. Altrettanto importanti per l’ex sindaco ed ex presidente del consiglio regionale Giuseppe Tagliente è però l’ospedale San Pio. «La prima e più importante delle questioni che vorrei porre», scrive Tagliente, «riguarda il criterio a cui attiene la Asl nell’impiego delle risorse finanziarie, derivanti in questo caso dal Pnrr. Mi sembra di poter dire con assoluta tranquillità che esiste un grosso squilibrio tra quanto è stato impegnato per San Salvo (3.500.000 euro per le sole strutture inaugurande) e quanto per altre località, a cominciare da Vasto. C’è una logica in tutto questo?», chiede l’ex presidente, «se c’è vorrei saperlo, così come gradirei sapere perché alla velocità con cui si procede a realizzare strutture e servizi a San Salvo non corrisponde uguale solerzia da parte della direzione generale Asl. Per quelle individuate a Vasto, a cominciare dall’ospedale di comunità che dovrebbe essere realizzato nell’ex Inam di via Michetti. Non credo di fare dello stupido campanilismo nel porre queste domande ma di porre sul tappeto problematiche che non vengono sollevate dai politici».
Tagliente invoca un criterio di programmazione seria ed equilibrata delle risorse: «Che logica c’è in tutto questo se a questa cascata di denaro pubblico speso a macchie non uniformi di leopardo corrisponde il degrado inarrestabile del San Pio? Ma che direttore generale è mai questo che ci ritroviamo se non vede che il San Pio, in barba al nome, non registra un benché minimo miracolo né il riguardo che gli è dovuto come ospedale di primo livello? I reparti sono ridotti al lumicino, i medici scappano o non vogliono venire, il personale sanitario e tecnico è a ranghi ridotti, la mensa non funziona, l’obitorio somiglia a quello dell’ospedale di Mogadiscio, le apparecchiature sono obsolete. Si nasconde qualcosa dietro questo depotenziamento? I deputati, senatori, consiglieri regionali e sindaci che fanno?».
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