«Vasto, San Salvo e Termoli unite» Tagliente ripropone la Frentania

L’ex presidente del Consiglio regionale e le polemiche sul no del Molise al nuovo ospedale San Pio «Con questo progetto creiamo una città moderna in grado di contrapporsi alla metropoli pescarese»
VASTO. Il Vastese alza le barricate contro Iorio per difendersi da altri attacchi. La sortita dell'ex presidente della giunta molisana contro la realizzazione del nuovo ospedale di Vasto ha lasciato tutti senza parole.
L'ex presidente del Consiglio regionale nonché ex sindaco di Vasto, Giuseppe Tagliente, per contrastare guerre fratricide propone l'unione dei territori e la realizzazione di una smart city. Diversi politici condividono la sua idea a cominciare dai sindaci della vallata del Trigno convinti che il Trigno non debba essere un confine.
«L'idea che personalmente mi sono fatto», spiega Tagliente, «sul futuro possibile e sostenibile di Vasto, passa anzitutto per la riappropriazione di un concetto che si chiama Frentania. Cancellata dalla geopolitica italiana soprattutto a seguito della creazione delle Regioni, la Frentania, che anticamente si estendeva da Lanciano fino a Serracapriola, è l’ambito naturale nel quale Vasto può trovare il suo spazio vitale e il suo sviluppo economico e sociale. Soprattutto se il suo destino si lega a quello di Termoli da cui il Trigno, assurto a confine amministrativo, la separa. È in questo spazio, correttamente definibile come un unicum dal punto di vista della storia, della cultura, dell’economia, del costume che si gioca il destino della città negli anni a venire».
Vasto, Termoli, San Salvo a parere di Tagliente possono offrire il contesto territoriale in cui si può giocare la partita della creazione di una città moderna a cui affidare la funzione di riferimento e di motore di sviluppo di tutto l’hinterland e fungere da contrappeso alla metropoli pescarese diventata fagocitante per il resto del territorio abruzzese.
Tagliente insiste: «Inseriti in un unico e organico sistema, Vasto e le città consorelle possono costituire la base per l'edificazione di una smart city, capace di generare progetti di riqualificazione urbana, di ottimizzazione della rete stradale e dei trasporti, dell’offerta turistica e degli standard della sicurezza e dove infine possono trovare una ragione d’essere, istituzioni e servizi di primaria importanza che oggi rischiano la chiusura come i tribunali, gli ospedali, i bacini portuali di Vasto e Termoli».
A condividere l'idea di Tagliente è il sindaco di Carunchio, Gianfranco D'Isabella e altri sindaci della vallata del Trigno. «Sarebbe una soluzione che potrebbe mettere fine ai mille problemi dei due territori e al campanilismo», dice D'Isabella. «Oggi ciò che conta è il numero di abitanti. In base ai numeri si definiscono gli investimenti. Qualsiasi scheda progettuale ha come indicazione gli abitanti coinvolti».
Convinto che l'idea della smart city vada approfondita è il consigliere regionale Manuele Marcovecchio. «È sicuramente una buona idea attorno alla quale si potrebbe lavorare dopo un’attenta valutazione», afferma Marcovecchio».
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