Veleni a Chieti Scalo, Bracco: troppa lentezza

19 Aprile 2018

Il consigliere di Leu contro la Regione: «Un anno e mezzo perso, l’Arap deve avviare le bonifiche»

CHIETI. Da un anno e mezzo tocca all’Arap occuparsi dei siti avvelenati del Sir di Chieti Scalo. Ora, il consigliere regionale di Liberi e uguali Leandro Bracco denuncia «lentezza» e vuole sapere «cosa è accaduto in questo anno e mezzo». La domanda è contenuta in un’interpellanza che sarà presentata in consiglio regionale.
Dopo lo stanziamento di 10 milioni di euro da parte della Regione per i Sir di Chieti Scalo e Saline-Alento, la Regione ha commissionato all’Arap, l’Azienda regionale per le attività produttive guidata da Giampiero Leombroni, l’incarico di portare avanti le attività ambientali. «Sono stati fatti passi in avanti», si chiede Bracco, «oppure persiste lo stallo con conseguente permanenza di una vergogna ambientale che sta avendo eco anche oltre i confini d'Abruzzo?». È una domanda che, per il consigliere regionale, ha già una risposta: «Dal documento di Adeguamento del piano regionale di gestione dei rifiuti e, in particolare, dal Piano delle bonifiche delle aree inquinate, nulla pare emergere circa le attività messe in campo dall’Arap e relative ai due Sir: mi chiedo a quale gioco si stia giocando. Ormai», dice Bracco, «anche le pietre hanno compreso come gli interventi di bonifica siano estremamente urgenti e non possano più essere rimandati».
A Chieti Scalo, tra le emergenze c’è l’ex conceria Cap che, in base ai dati dell’Arta, continua a contaminare la zona a un passo dal fiume Pescara. «Il tema delle bonifiche è indubbiamente complesso», afferma Bracco, «intervengono, infatti, una pluralità sia di fonti normative che di soggetti istituzionali coinvolti. Tuttavia, la lentezza con la quale la macchina regionale continua a muoversi non può essere giustificata. Alcune cose sono state realizzate ma ancora troppe attendono anche solo una prima mossa per essere instradate lungo la direzione della risoluzione».
Bracco invita la Regione a non perdere tempo: «C’è considerevole urgenza», rimarca il consigliere, «in quanto si ha a che fare con questioni direttamente connesse alla sicurezza, salute e qualità della vita di migliaia di cittadini. Ciò che preoccupa in misura rilevantissima è il fattore tempo. Vi sono casi infatti nei quali il “tempo di esposizione” delle diverse comunità a siti contaminati è divenuto inaccettabile ma soprattutto fuori da ogni logica».