Vendita delle quote Sangritana, nessuno risponde al bando Tua

È andata deserta la gara per dare a soci privati tra il 30% e il 49% della storica azienda frentana Marongiu (Pd) al sindaco Paolini: «Ora fronte comune per bloccare definitivamente la cessione»
LANCIANO. È andato deserto l’avviso per l’individuazione di un partner industriale per Sangritana. Dopo le manifestazioni d’interesse al bando pubblicato il 28 novembre scorso, e arrivate in «numero significativo» come aveva fatto sapere Tua, nessuna azienda o impresa ferroviaria ha formulato un’offerta per l’acquisto di una quota del capitale sociale di Sangritana. Eppure aziende interessate non mancavano. Una prima ipotesi è che le condizioni fissate nel bando da Tua, la società unica del trasporto pubblico regionale, non siano state considerate appetibili dal privato. La selezione era volta ad individuare un eventuale socio operativo di minoranza per la controllata Sangritana spa, con una partecipazione al capitale sociale pari almeno al 30% fino a un massimo del 49%.
Al partner industriale sarebbe spettata la nomina dell’amministratore unico, che sarebbe però rimasto componente minoritario di un Cda a tre. Il privato avrebbe poi dovuto sostenere investimenti e ripianare eventuali perdite. E Tua si riservava l’opzione, dopo tre anni, di ricomprare le quote allo stesso valore di quello d’acquisto. Una seconda ipotesi è che, nella fase di analisi dei bilanci e delle previsioni di sviluppo dell’azienda frentana, gli entusiasmi di eventuali candidati si siano smorzati.
All’esito della gara andata deserta, nessuna dichiarazione arriva dal management di Tua, il cui intento – dichiarato dai suoi rappresentanti in questi mesi – era quello di rafforzare la posizione di Sangritana sul mercato e non di svenderla. Di contro sindacati e centrosinistra, locale e regionale, hanno sempre bollato come «privatizzazione» l’operazione voluta dalla Tua e dal socio unico Regione Abruzzo. Ma recentemente anche la Lega, con il commissario provinciale Maurizio Bucci, ha espresso contrarietà al bando. In quest’ottica andrebbe letta anche la sostituzione del presidente Alberto Amoroso, notoriamente contrario alla cessione di quote di Sangritana, che è stato nominato in quota Forza Italia e congedato alla fine dei tre anni di mandato (il predecessore Pasquale Di Nardo era rimasto in carica 12 anni). Oggi a guidare l’azienda, dopo la rinuncia di Enrico Dolfi per problemi familiari, è Paolo Marino.
Adesso, tra le opzioni possibili, Tua ha quella di andare a trattativa privata. «Bisogna evitare che vengano riproposte condizioni più spinte verso il privato», mette in guardia il consigliere comunale Leo Marongiu (Pd), «considerate le perplessità sollevate anche da un partito di governo quale la Lega, propongo di fare un’azione congiunta per bloccare definitivamente la cessione di un pezzo di Sangritana ai privati e per rafforzare invece il suo ruolo. L’appello è anche all’amministrazione del sindaco Filippo Paolini: salviamo insieme un’azienda storica di Lanciano e del territorio».
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