Venti negozi si uniscono per lo shopping sul web

5 Maggio 2020

Altino. L’idea è del multimedia designer Rossi che ha realizzato la piattaforma Presenti aziende di tutto il territorio: «Così combattiamo il momento di crisi» 

ALTINO . Il temuto e vituperato commercio on line si rivela, in tempi di pandemia, la soluzione per dare una boccata d’ossigeno ai piccoli negozi costretti dal coronavirus ad abbassare le saracinesche. Parte così da Altino l’idea di una vetrina virtuale che in pochi giorni ha messo insieme 20 negozi e aziende. Si chiama Sangro Aventino shopping la piattaforma gratuita di negozi on line. L’idea è di Antonio Rossi, 44 anni, multimedia designer di Altino, che ha offerto gratuitamente il suo lavoro.
«Ho sentito l’esigenza di fare qualcosa per i negozi del mio paese», racconta, «dapprima ho contattato alcuni amici, poi a mano a mano il gruppo degli aderenti si è ampliato». Partito dal paese del peperone dolce, il progetto si è esteso fino a Lanciano, Casoli, Paglieta, Sant’Eusanio del Sangro e Atessa. I primi dodici negozi sono andati on line il 1° maggio, come auspicio di rinascita lavorativa per tutti. Ci sono un negozio di liquori, un centro estetico, un artigiano del rame, un negozio di scarpe, uno di intimo e merceria, una profumeria, quattro aziende agricole (semi e piante da orto, miele, peperone dolce di Altino), un negozio di abbigliamento e uno di articoli sportivi. La più giovane è un’estetista 30enne, la più anziana ha 75 anni ed è titolare di un negozio di scarpe.
Altri 8 sono pronti al debutto. «Non credevo che avrebbe avuto tutto questo successo», dice sorpreso l’ideatore, «questo periodo di quarantena ha stravolto le nostre vite. Sono stati giorni difficili per il commercio, molti hanno dovuto abbassare le saracinesche, altri hanno cambiato modo di pensare e di lavorare». Antonio fa anche corsi di formazione, sempre gratuitamente, per gli esercenti. «Io preparo l’installazione, ma sono loro ad inserire e modificare i propri prodotti all’occorrenza», spiega, «inserendoli in un unico dominio, i clienti di un negozio lo diventano anche degli altri. Ogni attività poi ha la sua pagina, poiché ognuno ha le proprie esigenze, i propri metodi di pagamento e spedizione». Una volta selezionati i prodotti, il cliente si relaziona direttamente con l’azienda per pagare e ricevere la merce a casa. «Acquistando i prodotti si sostengono le imprese del territorio», dice Rossi, «con il blocco totale delle attività a causa del coronavirus la gente a casa va su siti come Amazon per fare acquisti. Perché non dare la possibilità anche i piccoli negozi di esporre i prodotti? La vendita on line può essere un canale alternativo da mantenere anche quando si potrà riaprire».
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