Verifiche sugli aiuti fiscali: scoperti i primi furbetti

SAN VITO CHIETINO. C’è la famiglia che ha migliorato la propria condizione economica e ha restituito l’alloggio popolare in cui viveva perché non ne ha più bisogno. E c’è la furbetta di turno che,...
SAN VITO CHIETINO. C’è la famiglia che ha migliorato la propria condizione economica e ha restituito l’alloggio popolare in cui viveva perché non ne ha più bisogno. E c’è la furbetta di turno che, invece, ha usufruito del reddito di inclusione e degli aiuti sociali non avendone diritto e ora deve restituire almeno 30mila euro all’Inps. Sono il volto positivo e negativo dei controlli avviati da circa 8 mesi dal Comune di San Vito Chietino, con la collaborazione della Finanza di Ortona, su quelle famiglie che usufruiscono di agevolazioni fiscali, reddito di inclusione, bonus vari e case popolari. Un lavoro delle politiche sociali per scovare chi sfrutta illegalmente queste agevolazioni, commettendo reati ma anche danneggiando chi ne ha realmente bisogno.
«È un lavoro che portiamo avanti da mesi», dice l’assessore alle politiche sociali Gabriella Mancini, «con l’aiuto della guardia di finanza. Abbiamo avuto diverse richieste per avere il Rei (reddito di inclusione, ndc) una ventina almeno, altri cittadini usufruiscono di aiuti vari offerti dal Comune, e abbiamo cominciato a controllare che queste richieste fossero in regola, fatte da chi veramente ha bisogno di sostegno. Invece abbiamo scoperto che ci sono dei furbetti. Una donna che ha chiesto e ottenuto il Rei, bonus vari e assegni familiari in realtà non ne aveva diritto. Nello stato di famiglia non ha inserito il compagno- lavoratore e quindi ora dovrà restituire circa 30mila euro all’Inps. Ma abbiamo anche esempi positivi», continua Mancini. «C’è una famiglia che ha migliorato la propria condizione economica e ha restituito la casa popolare in cui viveva per far sì che ne possa usufruire un’altra bisognosa. Un esempio che spero possa essere seguito da altri».
E altri potrebbero farlo, anche a forza. «L’Ater», chiude l’assessore, «ci ha chiesto di fare verifiche sulla sussistenza dei requisiti di reddito e nucleo famigliare di chi vive nelle case popolari. Stiamo inviando lettere per il controllo e per poter poi rifare un bando per le assegnazioni, viste le tante richieste». (t.d.r.)
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