Verifiche sulla Tari non pagata, partono duemila accertamenti

18 Novembre 2023

Il Comune passa al setaccio gli elenchi ereditati dal vecchio gestore per scovare i morosi del 2020 Chi non ha versato il dovuto, ha trenta giorni di tempo per mettersi in regola senza ulteriori spese

LANCIANO. Duemila avvisi bonari, relativi alla Tari 2020, stanno per essere recapitati nelle case di altrettanti lancianesi. Secondo l’ex concessionario Soget si tratta di mancati pagamenti della tariffa dei rifiuti, ma il Comune vuole vederci chiaro e intanto invita i contribuenti a verificare la presunta morosità, senza aggravi o contestazioni. «Si tratta della prima tabulazione che abbiamo ricavato dal passato, dal vecchio concessionario», spiega l’assessore alle finanze, Danilo Ranieri, «che per il Comune di Lanciano si occupava solo della riscossione della Tari. Stiamo andando a ritroso, partendo dai tabulati che abbiamo caricato relativi al 2020 e che stiamo rielaborando. Poi lo faremo anche con il 2021 e il 2022. È un carico di posizioni che ereditiamo da Soget ed è tutto da verificare, quindi per prudenza massima al momento non li attesteremo nel bilancio. Non essendo sicuri che siano effettivamente tutti morosi, stiamo inviando a quasi duemila contribuenti un mero invito bonario ad andare negli uffici Ica di via Romagnoli. Ci sono 30 giorni di tempo per verificare la propria posizione, senza aggravi, senza accertamenti e senza contestazioni».
Nell’avviso sono indicati i metri quadrati delle aree tassate, così da poter verificare la loro correttezza. «Nel caso fosse accertato il mancato pagamento», dice ancora l’assessore, «il cittadino può pagare a rate quello che deve. Questo approccio fa parte della rivoluzione che abbiamo voluto avviare con la collaborazione del nuovo concessionario Ica, che gestiva già l’Imu (Imposta municipale unica, ndc). Il primo obiettivo è umanizzare il rapporto con l’utente, evitando di essere meri accertatori e fungendo invece da front-office, per dare informazioni, risolvere eventuali irregolarità e omissioni di pagamento, senza aggredire i contribuenti con avvisi di pagamento».
È dell’altro giorno la notizia di una impresa edile locale che, per non aver versato un centesimo della Tari dovuta, si è vista recapitare un’ingiunzione di pagamento di 14 euro. «Il secondo obiettivo è mettere a sistema i dati», continua Ranieri, «così da potere incrociare le banche dati per andare incontro ai morosi incolpevoli e colpire solo quelli volutamente colpevoli. Ci vorranno alcuni anni per mettere tutto a regime, ma nei primi mesi del 2023 stiamo vedendo già i frutti: ci sono diverse regolarizzazioni incolpevoli che stiamo sistemando e anche alcuni incassi in più. Nel 2024 poi», è l’impegno dell'amministrazione, «modificheremo il regolamento Tari poiché oggi non è possibile rateizzare più delle forme previste per legge. L’intenzione è di mettere il contribuente nelle condizioni di scegliere il proprio “vestito”, ovvero di chiedere una rateizzazione maggiore in base a quelle che sono le sue possibilità».
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