Vertenza Honeywell Il ministero convoca i dirigenti americani

17 Giugno 2018

Atessa. Altra chance dopo i no dei vertici locali alle richieste Labbrozzi (Cgil): bisogna tenere ancora occupati i dipendenti 

ATESSA. Il Ministero dello sviluppo economico sta convocando un nuovo incontro con i vertici Honeywell dopo quello fallito su tutti i fronti di venerdì scorso. Ma questa volta i dirigenti del Mise scavalcheranno i vertici locali e pretenderanno di parlare direttamente con la dirigenza americana. «Non abbiamo bisogno di postini che portano avanti e indietro le informazioni, ma di massimi dirigenti, realmente predisposti a discutere delle questioni politiche, industriali e sociali», ha commentato il segretario generale della Fiom Chieti, Davide Labbrozzi, plaudendo all’azione ministeriale. «I soggetti presenti al tavolo romano non hanno espresso le caratteristiche da noi richiamate».
Dopo il no alla sospensione dei licenziamenti, il no alla scelta di farsi restituire le due mensilità anticipate ai dipendenti, e il no al sostegno economico dei 400 lavoratori in vista del processo di reindustrializzazione, l’unica strada che resta è quella di portare la trattativa a livello più alto. Il Mise si è dunque messo al lavoro per la convocazione di un nuovo tavolo con la proprietà che si spera vada al di là dei no di Scopigno e Cirieco.
«La Fiom», continua Labbrozzi, «così come avvenuto nei mesi passati, continuerà a lavorare duramente affinché si possa restituire al sito produttivo Honeywell la piena occupazione. Abbiamo duramente lottato, scioperando per due mesi, siamo sicuri di riuscire a ripagare le lavoratrici ed i lavoratori con risultati importanti. Risulta essere necessario tenere occupate le persone per un altro periodo al fine di favorire la reindustrializzazione. Inoltre, detto percorso, lascia ben sperare: ai tre progetti esistenti si sono aggiunte due manifestazioni di interesse. Un fatto assolutamente importante perché non solo emerge una grande possibilità che la reindustrializzazione si farà, ma risulta evidente il valore assoluto di un bacino professionale che appassiona così tante imprese. La nostra richiesta, fortemente sostenuta dal Mise, aveva come obiettivo il sostegno pieno al percorso di reindustrializzazione, ma l’insensibilità della Honeywell», ha concluso il sindacalista, «ha superato ogni limite: no secco».