«Via alle lezioni, l’università deve ripartire»

Appello di FdI e Italia Viva: gli studenti fuorisede sono indispensabili per l’economia cittadina
CHIETI. La politica invoca la ripresa dell’università d’Annunzio per riportare a Chieti 10mila studenti. Un doppio appello all’indirizzo del rettore Sergio Caputi: il primo arriva da Fratelli d’Italia con il portavoce Roberto Miscia; il secondo da Italia Viva con il consigliere comunale Alessandro Marzoli. Il comune denominatore è lo stesso: Chieti ha bisogno degli universitari altrimenti l’economia della città non può ripartire.
«Chieti», dice Miscia, «conta 10mila studenti fuori sede, distribuiti in maniera eterogenea sul territorio, che rappresentano anche un valore economico per il commercio: servizi di stampa e copiatura degli appunti, spesa, bar, pizzerie e locali notturni, servizi per cura della persona, trasporto pubblico, gettito del canone di locazione delle residenze universitarie. Chiediamo al rettore, vista l’importanza per la città della presenza fisica degli studenti fuorisede, di adottare tutte le misure necessarie affinché, nel rispetto della sicurezza sanitaria, gli universitari possano tornare ad usufruire dei servizi didattici in presenza coadiuvati da una forma di didattica a distanza che permetta di superare il problema dell’affollamento delle aule e a garantire il distanziamento sociale. Nei prossimi giorni», conclude Miscia, «lanceremo una raccolta firme per dare voce alle attività commerciali e ai cittadini penalizzati da questa situazione di stallo».
«L’impatto degli studenti per l’economia cittadina è fondamentale», dice Marzoli, «si tratta di giovani che affittano stanze, fanno acquisti e frequentano locali del nostro territorio. In attesa delle misure governative, il nostro appello ai vertici universitari è di non chiudere la possibilità a una ripresa delle lezioni, e non solo di esami e tirocini, con la presenza fisica degli studenti da settembre, nel rispetto delle misure di sicurezza. Il campus e le strutture della d’Annunzio sono al centro della nostra comunità e Chieti deve riprendere il prima possibile a essere una città universitaria a tutti gli effetti. Oltre agli esami in presenza, riteniamo imprescindibile che, rispettando le norme di sicurezza sanitaria e dando a tutti gli studenti le stesse opportunità, si riprendano il prima possibile anche le lezioni dal vivo. Chiederemo alle istituzioni locali di fornire la massima collaborazione all’ateneo affinché Chieti possa contare sul ritorno degli studenti già da settembre 2020».

