Via Arenazze, continua l’allarme «Non si trova la perdita d’acqua»

31 Ottobre 2023

Dopo il tavolo con gli esperti, arriva un nuovo sopralluogo del Comune sullo smottamento  Ferrara: «La strada si sta asciugando, ma non riusciamo a individuare il punto della fuoriuscita»

CHIETI. Acqua potabile o di falda. Sono queste le prime ipotesi venute fuori dal sopralluogo di ieri del sindaco Diego Ferrara e dell’assessore ai Lavori pubblici Stefano Rispoli insieme ai tecnici sulla frana di via Arenazze: lo smottamento che dallo scorso 14 ottobre ha riacceso l’emergenza in città sul dissesto idrogeologico. Ieri, il sindaco ha riunito un tavolo per fare il punto sulla situazione della strada: a partecipare sono stati l’assessore Rispoli, il funzionario di protezione civile Tommaso Colella, i dirigenti comunali Carlo Di Gregorio e Andrea Lannutti, Nicola Sciarra professore dell’università d’Annunzio, Emidio Di Nardo dell’Aca, i vigili del fuoco, la protezione civile e i componenti del Coc (Centro operativo comunale).
L’acquaDal sopralluogo sembra arrivare un nuovo punto di svolta perché la strada, da tempo bagnata, «si sta iniziando ad asciugare», riferisce Ferrara, «ma la situazione rimane comunque delicata. La ditta che sta operando di concerto con i nostri tecnici è riuscita a canalizzare il flusso di acqua che fuoriesce dal terreno e facendolo defluire quasi totalmente nella rete di raccolta della via». Quanto al punto in cui sgorga l’acqua non sembrano ancora esserci evoluzioni. «Non siamo riusciti a capire la natura della sua fuoriuscita», prosegue il sindaco, «in base alle analisi compiute dall’Arta possiamo dire che non si tratta di acqua reflua e stando alle informazioni che ci arrivano dai tecnici potrebbe essere acqua potabile o di falda».
GLI INTERVENTIGli operai della ditta sono da giorni a lavoro sulla zona che continua a franare: sabato scorso l’ultimo movimento del terreno ha allertato i residenti tanto che il Comune ha chiamato i vigili del fuoco per monitorare il punto. «Possiamo stabilire che si tratta di un episodio locale», chiarisce Ferrara, «quindi non collegato al fenomeno di dissesto che riguarda le altre aree di via Gran Sasso e via Don Minzoni». La città, con il riconoscimento dello stato di emergenza per i danni registrati nella zona, avrà a disposizione risorse nazionali per gli interventi: sono oro che luccica per le casse in rosso del Comune. Si accende una speranza per i ristoro anche per le famiglie che sono state evacuate lungo la via: sono già quattro gli appartamenti sgomberati. «Ci stiamo adoperando», conclude Ferrara, «affinché sia possibile riconoscere alle persone che hanno perso casa e che hanno dovuto trovare una sistemazione l’accesso ai fondi messi a disposizione dalla protezione civile proprio grazie al riconoscimento dello stato di emergenza».
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