Via Custoza, rischio inquinamento Il sindaco: ecco le regole da seguire

1 Agosto 2024

CHIETI. Per chi vive e lavora in via Custoza, nell’area dove una strana polvere gialla si deposita ovunque, arriva il vademecum per far fronte all’inquinamento da metalli pesanti. In attesa di...

CHIETI. Per chi vive e lavora in via Custoza, nell’area dove una strana polvere gialla si deposita ovunque, arriva il vademecum per far fronte all’inquinamento da metalli pesanti. In attesa di conoscere la reale pericolosità della polvere gialla, Comune e Asl stilano cioè una serie di consigli da seguire.
Prima raccomandazione per residenti e frequentatori della zona è mantenere pulite il più possibile le aree di pertinenza delle proprie abitazioni e attività, nonché gli arredi e le superfici esterne, cercando di evitare il contatto diretto con le polveri. Si raccomanda anche di lavare accuratamente la frutta e la verdura di produzione propria o proveniente dall’area che ha come epicentro via Custoza e un raggio di 200 metri intorno. Lavare anche accuratamente le mani. È quanto è stato deciso al termine della riunione di ieri in municipio a fronte dei risultati dell’indagine Arta (Agenzia regionale per la tutelata ambientale) sulla zona.
Erano presenti il sindaco Diego Ferrara, gli assessori ad ambiente e sanità Chiara Zappalorto e Fabio Stella, la presidente della commissione consiliare sanità Gabriella Ianiro, Enzo De Vincentiis e Fabio Pizzica per la Direzione Ambiente della Regione, Ada Mammarella e Tania Garzarella del Dipartimento di Prevenzione Asl, il direttore del distretto di Chieti dell’Arta Roberto Cocco, con i funzionari di competenza e la comandante della polizia locale Donatella Di Giovanni. «Il nostro intento era quello di analizzare i dati emersi dal monitoraggio Arta, supportando il comitato cittadino Villabloc nella richiesta», riferiscono Ferrara, Zappalorto, Stella e Ianiro, «priorità ora è identificare fonte e cause della presenza di polveri gialle, cosa che saranno gli enti preposti a effettuare, ognuno per le proprie competenze. Faremo anche una mappatura del luogo per capire quante attività sono ricomprese nel perimetro interessato dalle polveri. Bisognerà anche capire quali sono le possibili conseguenze dell’esposizione da parte di persone, cose e vegetazione, vista la presenza di ferro, zinco, manganese, cromo e piombo, cosa che va accertata con un eventuale approfondimento di natura sanitaria, una volta indagate le cause. I tempi delle diverse azioni saranno veloci, ma, in attesa di avere un quadro più chiaro e approfondito, insieme alla Asl 2 abbiamo stilato una lista di consigli». (a.i.)