«Via dal centro abitato una parte del sansificio»

21 Novembre 2017

L’amministrazione comunale progetta una nuova filiera dell’olio ecosostenibile Berghella: l’azienda deve spostare gli essiccatori o usare tecnologie più sicure 

TREGLIO. Via gli essiccatori del sansificio Vecere dal centro abitato e sì a una nuova filiera dell’olio, con il recupero virtuoso degli scarti e un processo che possa mettere d’accordo residenti, imprenditori, agricoltori e frantoiani. Dopo la vittoria dello stop all’autorizzazione per lo smaltimento della sansa nell’impianto industriale Vecere, ratificato nei giorni scorsi dalla Regione Abruzzo, l’amministrazione comunale mette in campo alcune proposte per migliorare la qualità della vita di uno dei borghi del comprensorio che negli anni ha visto crescere maggiormente la densità abitativa. E mentre il camino dell’impianto, che lavora per combustione la sansa, è spento e i residenti tornano a respirare, il sindaco Massimiliano Berghella fa appello alla Regione per sviluppare l’idea di un’industria sostenibile sia per l’ambiente sia per la comunità. «Le proposte sono diverse, ma partono tutte da un assunto principale», precisa il primo cittadino, «gli essiccatori devono spostarsi dal centro abitato. Non è più possibile, al giorno d’oggi e in un borgo con un’alta percentuale di residenti, pensare di lavorare la sansa tramite la combustione. Quindi l’azienda o delocalizza gli essiccatori o si riconverte con una tecnologia di stoccaggio più sicura, con il materiale coperto in modo che non si disperdano odori o emissioni nell’aria. Tutto questo sarebbe possibile grazie ad un accordo con la Regione, che stiamo coinvolgendo in questa programmazione». Per la delocalizzazione dei camini si è pensato di portare l’impresa laddove esiste già un tessuto produttivo e industriale importante, la Val di Sangro. «L’opzione B», prosegue Berghella, «sarebbe valorizzare quell’area industriale di 5 ettari a Treglio già interessata dal sansificio. Dato che si tratta di un’area mista, industrializzata e urbanizzata, si potrebbe pensare ad un nuovo tipo di edilizia residenziale con la creazione di abitazioni e locali commerciali». Intanto si lavora al nuovo Piano regolatore. Tre le principali direttrici: un piano di zonizzazione acustica, uno studio Vas (valutazione ambientale strategica) e l’avvio di uno studio della qualità dell’aria su tutto il territorio. «Sarà un Prg all’avanguardia», promette il sindaco, «dal punto di vista del rispetto ambientale e di quello della qualità della vita per i cittadini». Intanto con l’associazione Nuovo Senso Civico sono stati individuati numerosi impieghi alternativi per la sansa, che potrebbe essere utilizzata come mangime per le vacche, nel settore vivaistico, come ammendante agricolo sotto forma di compost e perfino nell’agricoltura biologica dopo l’estrazione dei preziosi biofenoli.
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